Bhagavad Gita Capitolo 4 Verso 28
La conoscenza trascendentale

Bhagavad Gita Capitolo 4 Verso 28 in sanscrito
dravya-yajns tapo-yajna
yoga-yajnas tathapare
svadhyaya-jnana-yajnas ca
yatayah samsita-vratah
Bhagavad Gita Capitolo 4 Verso 28 Audio Mantra in sanscrito
dravya-yajnah: sacrificando i propri possessi; tapah-yajnah: sacrificio in austerità; yoga-yajnah: sacrificio dal misticismo in otto fasi; tatha: così; apare: altri; svadhyaya: sacrificio nello studio dei Veda; jnana-yajnah: sacrificio nell’avanzamento della conoscenza spirituale; ca: anche; yatayah: persone illuminate; samsitas-vratah: seguendo rigidi voti.
TRADUZIONE
Seguendo rigidi voti, alcuni diventano illuminati dal sacrificio dei beni materiali, e altri dal compimento di severe austerità, dalla pratica dello yoga in otto fasi, o dallo studio dei Veda per acquisire la conoscenza trascendentale.
SPIEGAZIONE
Le varie forme di sacrificio si possono classificare in più categorie. Per alcuni il sacrificio consiste nel distribuire le proprie ricchezze in opere di carità. In India, per esempio, principi e ricchi mercanti fondano vari istituti di carità, come i dharma-sala, gli anna-ksetra, gli atithi-sala, gli anathalaya e i vidya-pitha; mentre in altri paesi ci sono ospedali, ospizi per gli anziani e altre istituzioni simili, che hanno la funzione di offrire cibo, educazione e cure mediche gratuite ai poveri. Questi atti di carità si chiamano dravyamaya-yajna.
Per le persone che desiderano migliorare le condizioni di vita o elevarsi ai pianeti celesti ci sono altri sacrifici che comprendono differenti austerità, come il candrayana e il caturmasya. Essi richiedono l’osservanza scrupolosa di severe regole e voti.
Per esempio, l’asceta che osserva il caturmasya deciderà di non radersi per quattro mesi all’anno (da luglio a ottobre), si asterrà da certi alimenti non farà mai più di un pasto al giorno e non uscirà mai di casa. Questo sacrificio delle comodità si chiama tapomaya-yajna. Altri sacrifici, chiamati yoga-yajna, servono ad acquisire alcune perfezioni materiali, come il sacrificio che compiono gli adepti di alcuni yoga mistici: lo yoga di Patanjali (per fondersi nell’Assoluto), l’hatha-yoga e l’astanga-yoga (per acquisire poteri sovrannaturali).
C’è poi il sacrificio dei pellegrini che visitano tutti i luoghi santi, e quello degli intellettuali che praticano il sacrificio dello studio (svadhyaya-yajna) analizzando le Scritture vediche, e in particolare le Upanisad e il Vedanta-sutra, o approfondendo la filosofia sankhya.
Tutti questi yogi compiono con costanza i loro sacrifici nella speranza di ottenere migliori condizioni di vita, ma colui che pratica la coscienza di Krishna li supera tutti perché serve direttamente il Signore. La coscienza di Krishna non può essere raggiunta con nessuno dei sacrifici che abbiamo elencato, può essere raggiunta solo per la misericordia del Signore e dei Suoi puri devoti. Perciò la coscienza di Krishna trascende ogni regola materiale.
Lezioni di Srila Prabhupada in italiano sulla Bhagavad Gita Quarto Capitolo Verso 28
Lezione di SDG Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita così com’è
Tradotta da SG Tridandi Das. direttamente dal libro in inglese.