Brahma Samita Versi 38 a 45 in italiano

Brahma Samita Versi 38 a 45
Brahma Samita Versi 38 a 45 in italiano
Brahma Samita Verso 38
premanjana-cchurita-bhakti-vilocanena
santah sadaiva hrdayesu vilokayanti
yam syamasundaram acintya-guna-svarúpam
govindam adi purusam tam aham bhajami
prema: dell’amore; anjana: dal balsamo; churita: unti; bhakti: della devozione; vilocanena: con gli occhi; santah: i puri devoti; sada: sempre; eva: invero; hrdayesu: nei loro cuori; vilokayanti: vedono; yam: il quale; syama: blu scuro; sundaram: bello; acintya: inconcepibile; guna: con attributi; svarúpam: la cui natura è dotata; govindam: Govinda; adi-purusam: la persona originale; tam: Lui; aham: io; bhajami: adoro.
TRADUZIONE
Adoro Govinda, il Signore primordiale, Syamasundara, Krsna stesso con innumerevoli attributi inconcepibili, che i puri devoti vedono nel profondo del loro cuore con gli occhi della devozione, unti dal balsamo dell’amore.
SPIEGAZIONE
La forma Syamasundara di Krsna è la Sua inconcepibile forma autocontraddittoria, simultaneamente personale e impersonale. I devoti autentici vedono questa forma nel loro cuore purificato, sotto l’influsso dell’estasi devozionale. La forma Syama non ha il colore blu visibile nel mondo materiale, ma ha il variegato colore trascendentale che produce beatitudine eterna e non è visibile all’occhio mortale. Considerando l’estasi di Vyasadeva come descritta nello sloka, bhaktiyogena manasi …, è chiaro che la forma di Sri Krsna è Dio, la Persona Suprema, nella Sua pienezza e può essere visibile solo nel cuore di un devoto sincero, perché è in questo cuore, nello stato di trance sotto l’influsso della devozione, la Sua vera sede. Quando Krsna Si manifestò a Vraja, sia i devoti che i non devoti Lo videro con i loro occhi, ma soltanto i devoti Lo custodirono, eternamente presente a Vraja, come il gioiello inestimabile del loro cuore. Ancora oggi i devoti Lo vedono a Vraja nei loro cuori saturi di devozione, sebbene non Lo vedano con gli occhi. L’occhio della devozione non è altro che l’occhio del puro immacolato sé spirituale della jiva. La forma di Krsna è visibile a quell’occhio in proporzione alla sua purificazione attuata con la pratica della devozione. Quando la devozione del neofita raggiunge lo stadio di bhava-bhakti, l’occhio puro di quel devoto si copre con l’unguento dell’amore per la grazia di Krsna e gli permette di vedere Krsna faccia a faccia. La frase “nel loro cuore” significa che Krsna è visibile in proporzione a quanto i cuori sono purificati con la pratica della devozione. L’essenza di questo sloka è che la forma di Krsna, che è Syamasundara, Natavara (il migliore danzatore), Muralidhara (il suonatore di flauto) e Tribhanga (curvato in tre punti), non è un’elucubrazione mentale, bensì è una forma trascendentale ed è visibile con l’occhio dell’anima da un devoto in uno stato di rapimento estatico.
Brahma Samita Verso 39
ramadi-múrtisu kala-niyamena tisthan
nanavataram akarod bhuvanesu kintu
krsnah svayam samabhavat paramah puman yo
govindam adi-purusam tam aham bhajami
rama-adi: l’incarnazione di Sri Rama, eccetera; múrtisu: in differenti forme; kala-niyamena: per ordine delle porzioni plenarie; tisthan: esistenti; nana: varie; avataram: incarnazioni; akarot: eseguirono; bhuvanesu: all’interno dei mondi; kintu: ma; krsnah: Sri Krsna; svayam: personalmente; samabhavat: apparve; paramah: la suprema; puman: persona; yah: il quale; govindam: Govinda; adipurusam: la persona originale; tam: Lui; aham: io; bhajami: adoro.
TRADUZIONE
Adoro Govinda, il Signore primordiale, che Si manifestò personalmente nel mondo come Krsna e come i diversi avatara, nelle forme di Rama, Nrsimha, Vamana, e molte altre, tutte Sue porzioni soggettive.
SPIEGAZIONE
Le Sue porzioni soggettive nella forma di avatara quali Rama e innumerevoli altri, appaiono da Vaikuntha, mentre la Sua forma personale di Krsna, che si manifesta in questo mondo con Vraja, proviene da Goloka. Il senso racchiuso qui è che Krsna Caitanya, identico a Krsna stesso, determina anche Lui con la Sua apparizione la manifestazione diretta di Dio stesso.
Brahma Samita Verso 40
yasya prabha prabhavato jagad-anda-koti
kotisv asesa-vasudhadi vibhúti-bhinnam
tad brahma niskalam anantam asesa-bhútam
govindam adi-purusam tam aham bhajami
yasya: del quale; prabha: la radiosita; prabhavatah: di chi eccelle in potenza; jagat-anda: di universi; koti-kotisu: in milioni di milioni; asesa: illimitata; vasudha-adi: con pianeti e altre manifestazioni; vibhúti: con opulenza; bhinnam: si differenzia; tat: quello; brahma: Brahman; niskalam: senza parti; anantam: illimitato; asesa-bhútam: essendo completo; govindam: Govinda; adi purusam: la persona originale; tam: Lui; aham: io; bhajami: adoro.
TRADUZIONE
Adoro Govinda, il Signore primordiale, la cui radiosita è la sorgente del Brahman non-differenziato descritto nelle Upanisad. Essendo distinto dalle glorie infinite dell’universo materiale, Egli appare come la verità indivisibile, illimitata e inesauribile.
SPIEGAZIONE
L’universo materiale creato da Maya è una delle infinite manifestazioni esterne che ospitano lo spazio, il tempo e gli oggetti grossolani. L’aspetto impersonale di Dio, il Brahman non-differenziato, è ben oltre questo principio di creazione materiale. Tuttavia, persino il Brahman nondifferenziato è soltanto la radiosita esterna che emana dal muro di cinta del regno trascendentale di Vaikuntha, il quale mostra la gloria tri-quadrantale di Govinda. Il Brahman non-differenziato è indivisibile, quindi è anche uno senza secondi, ed è l’infinita entità residua.
Brahma Samita Verso 41
maya hi yasya jagad-anda-satani súte
traigunya-tad-visaya-veda-vitayamana
sattvavalambi-para-sattvam visuddha-sattvam
govindam adi purusam tam aham bhajami
maya: la potenza esterna; hi: invero; yasya: di cui; jagat-anda: degli universi; satani: centinaia; súte: produce; trai-gunya _ che incarna le tre influenze materiali; tat: di quello; visaya: l’argomento; veda: la conoscenza vedica; vitayamana: che diffonde; sattva-avalambi: il sostegno di ogni esistenza; para-sattvam: l’entità ultima; visuddhasattvam: il principio sostanziale assoluto; govindam: Govinda; adi-purusam: la persona originale; tam: Lui; aham: io; bhajami: adoro.
TRADUZIONE
Adoro Govinda, il Signore primordiale, il principio sostanziale assoluto, l’entità finale nella forma del sostegno di ogni esistenza, la cui potenza esterna incarna le tre influenze materiali – sattva, rajas e tamas – e diffonde la conoscenza vedica che concerne il mondo materiale.
SPIEGAZIONE
L’influenza materiale attiva del rajas produce o genera tutte le entità mondane. L’influenza del sattva (principio di manifestazione materiale), insieme con il rajas, si cura del mantenimento dell’esistenza degli esseri che sono così prodotti, e l’influenza del tamas rappresenta il principio distruttivo. Il principio sostanziale, misto alle tre influenze materiali, è materiale, mentre la sostanza non mista è trascendentale. La qualità dell’esistenza eterna è il principio dell’entità assoluta. La persona la cui vera forma dimora in quell’essenza è la sola entità pura, immateriale, sovrannaturale e libera da ogni qualità mondana. Ella è felicita cognitiva. È l’energia illusoria ad aver elaborato i Veda, la conoscenza regolatrice che è in relazione con le tre influenze materiali.
Brahma Samita Verso 42
ananda-cinmaya-rasatmataya manahsu
yah praninam pratiphalan smaratam upetya
lilayitena bhuvanani jayati ajasram
govindam adi purusam tam aham bhajami
ananda: gioioso; cit-maya: cognitivo; rasa: del rasa; atmataya: essendo l’entità; manahsu: nelle menti; yah: Colui il quale; praninam: delle entità viventi; pratiphalam: essendo riflessa; smaratam upetya: che ricordano; lilayitena: dai passatempi; bhuvanani: il mondo materiale; jayati: domina trionfante; ajasram: sempre; govindam: Govinda; adi-purusam: la persona originale; tam: Lui; aham io; bhajami: adoro.
TRADUZIONE
Adoro Govinda, il Signore primordiale, la cui gloria per sempre domina trionfante sul mondo materiale grazie all’azione dei Suoi passatempi, riflessi nella mente delle anime che Lo ricordano come l’entità trascendentale del rasa cognitivo fonte di eterna felicità. Coloro che ricordano costantemente, secondo le istruzioni spirituali, il nome, l’aspetto, gli attributi e i passatempi della forma di Krsna così come appare nel rasa amoroso, forma la cui avvenenza conquista il deva dell’amore materiale, conquistatore di tutti i cuori in questo mondo, solo quelli meditano su Krsna. Krsna, colmo di passatempi, manifesta Se stesso e il Suo regno sempre e unicamente nella pura cognizione ricettiva di quelle persone. I passatempi di quel divino regno manifestato dominano trionfanti e in modo completo su tutta la maestosita e la bellezza del mondo materiale.
Brahma Samita Verso 43
goloka-namni nija-dhamni tale ca tasya
devi mahesa-hari-dhamasu tesu tesu
te te prabhava-nicaya vihitas ca yena
govindam adi purusam tam aham bhajami
goloka-namni: sul pianeta conosciuto come Goloka Vrndavana; nija-dhamni: la dimora personale di Dio, la Persona Suprema; tale: nella parte sottostante; ca: anche; tasya: di quella; devi: della dea Durga; mahesa: di Siva; hari: di Narayana; dhamasu: sui pianeti; tesu tesu: su ognuno di essi; te te: quei rispettivi; prabhava-nicayah: opulenze; vihitah: stabilito; ca: anche; yena: del quale; govindam: Govinda; adi-purusam: la persona originale; tam: Lui; aham: io; bhajami: adoro.
TRADUZIONE
Nel luogo più basso si trova Devi-dhama [il mondo materiale]; appena sopra c’è Mahesa-dhama [la dimora di Mahesa]; sopra ancora c’è Hari-dhama [la dimora di Hari], e sopra tutti questi luoghi c’è il regno personale di Krsna, chiamato Goloka. Adoro il Signore primordiale, Govinda, che ha assegnato i rispettivi ruoli di autorita ai sovrani di questa gerarchia di regni.
SPIEGAZIONE
Il regno di Goloka si erge sopra tutti gli altri. Brahma, guardando su verso la posizione più elevata di Goloka, parla degli altri regni dal punto di vista del suo. Il primo per ordine è questo mondo materiale, chiamato Devidhama, mondo che consiste di quattordici divisioni, cioè Satyaloka, e via dicendo. Sopra Devi-dhama c’è Sivadhama, una porzione del quale, chiamata Mahakala-dhama, è avvolto dalle tenebre; penetrando all’interno di questa porzione di Siva-dhama si vede risplendere Sadasivaloka, traboccante di luce. Sopra ques’ultima appare Haridhama, ossia la Vaikunthaloka trascendentale. La potenza di Devidhama, nella forma di estensione di Maya, e quella di Sivaloka, che consiste nel tempo, nello spazio e nella materia, sono le potenze delle particelle individuali permeate dal riflesso ombrato della porzione soggettiva della Divinità. Ma Hari-dhama brilla sempre di maestà trascendentale e il grande splendore della dolcezza piena predomina a Goloka su ogni altra opulenza. Govinda, il Signore Supremo, ha istituito le rispettive potenze di quei regni con il Suo potere diretto e indiretto.
Brahma Samita Verso 44
srsti-sthiti-pralaya-sadhana-saktir eka
chayeva yasya bhuvanani bibharti durga
icchanurúpam api yasya ca cestate sa
govindam adi purusam tam aham bhajami
srsti: creazione; sthiti: mantenimento; pralaya: e distruzione; sadhana: l’agente; saktih: potenza; eka: una; chaya: l’ombra; iva: come; yasya: di cui; bhuvanani: il mondo materiale; bibharti: mantiene; durga: Durga; iccha: il volere; anurúpam: secondo il; api: certamente; yasya: di cui; ca: e; cestate: si comporta; sa: ella; govindam: Govinda; adi-purusam: la persona originale; tam: Lui; aham: io; bhajami: adoro.
TRADUZIONE
La potenza esterna, Maya, l’ombra naturale della potenza cit, è adorata dalla gente come Durga, la causa che crea, preserva e distrugge questo mondo materiale. Adoro Govinda, il Signore primordiale, al Cui volere Durga conforma il suo comportamento.
SPIEGAZIONE
(La suddetta divinità che presiede Devi-dhama è qui descritta). Il mondo nel quale Brahma si colloca e canta inni al Signore di Goloka è Devi-dhama, che consiste di quattordici divisioni planetarie, e Durga è la divinità che lo presiede. Durga ha dieci braccia, che rappresentano le dieci attivita fruttifere, cavalca un leone, che rappresenta la sua prodezza eroica, e calpesta Mahisasura, ponendosi così come colei che doma tutti i vizi. È la madre di due figli, Karttikeya e Ganesa, che incarnano rispettivamente la bellezza e il successo. La sua posizione è tra Laksmi e Sarasvati, personificazioni l’una dell’opulenza mondana e l’altra della conoscenza mondana. Impugna venti armi, che rappresentano le varie attivita pie ingiunte dai Veda per la soppressione dei vizi, e stringe un serpente, che rappresenta la bellezza del tempo distruttore. Questa è Durga, con tutte le sue molteplici forme. Durga possiede durga, che significa prigione. Quando le jiva scaturite dall’energia marginale (tatastha sakti) dimenticano il servizio a Krsna vengono confinate nella prigione materiale, la cittadella di Durga. In questo luogo lo strumento di punizione è la ruota del karma, e purificare queste jiva penalizzate è il compito assegnato a Durga. Lei è impegnata incessantemente nello svolgimento di questo compito per il volere di Govinda. Quando, per fortuna, la dimenticanza di Govinda da parte delle jiva imprigionate viene da queste stesse notata grazie al contatto con le anime realizzate e la loro naturale attitudine per il servizio a Krsna si risveglia, Durga stessa diventa l’agente della loro liberazione per il volere di Govinda. È dunque nell’interesse di tutti ottenere la grazia genuina di Durga, la padrona di questa prigione, propiziandola con un servizio disinteressato a Krsna. I doni ricevuti da Durga nella forma di ricchezze, proprieta, guarigione dalle malattie, moglie e figli, si devono intendere come la sua gentilezza illusoria. Le gioie psichiche di questo mondo, dasa-mahavidya, ossia le dieci dee o forme di Durga, sono elaborate per illudere le anime incatenate alla materia. La jiva è un’atomica parte spirituale di Krsna. Quando dimentica il suo servizio a Krsna viene subito indirizzata dal potere di attrazione di Maya in questo mondo e viene gettata nel vortice dell’attivita fruttifera materiale (karma), essendo stata confinata in un corpo grossolano costituito dai cinque elementi materiali, dai loro cinque attributi e dagli undici sensi, corpo che assomiglia alla divisa di un prigioniero. In questo vortice la jiva sperimenta gioie e miserie, paradiso e inferno. Oltre a questo corpo, ne esiste un altro, sottile, fatto di mente, intelligenza ed ego, che si trova all’interno del corpo grossolano. Servendosi del corpo sottile la jiva abbandona un corpo grossolano e ricorre a un altro corpo. La jiva non può sbarazzarsi del corpo sottile, pieno d’ignoranza e di desideri infausti, finché non raggiunge la liberazione. Dopo essersi sbarazzata del corpo sottile ella si bagna nelle acque del Viraja e sale su fino ad Haridhama. Questi sono i compiti svolti da Durga secondo il volere di Govinda. Nel Bhagavata sloka, vilajyamanaya … durdhiyah, è stata descritta la relazione tra Durga e le anime condizionate. Durga, adorata dalla gente di questo mondo materiale, è la Durga appena descritta, ma la Durga spirituale menzionata nel mantra, che è l’involucro esterno del regno spirituale del Signore Supremo, è la servitrice eterna di Krsna ed è dunque la realta trascendentale la cui ombra, la Durga di questo mondo, funziona nel mondo materiale come la sua servitrice (Vedi la spiegazione dello sloka 3).
Brahma Samita Verso 45
ksiram yatha dadhi vikara-visesa-yogat
sanjayate na hi tatah prthag asti hetoh
yah sambhutam api tatha samupaiti karyad
govindam adi purusam tam aham bhajami
ksiram: latte; yatha: come, dadhi: yogurt; vikara-visesa: di una speciale trasformazione; yogat: con l’applicazione; sanjayate: è trasformato in; na: non; hi: invero; tatah: dal latte; prthak: separato; asti: è; hetoh: che è la causa; yah: il quale; sambhutam: la natura di Siva; api: anche; tatha: così; samupaiti: accetta; karyat: per svolgere un compito particolare; govindam: Govinda; adi-purusam: la persona originale; tam: Lui; aham: io; bhajami: adoro.
TRADUZIONE
Come il latte si trasforma in yogurt per l’azione di sostanze acide, ma lo yogurt prodotto non è né uguale né differente dalla sua causa, il latte, così io adoro Govinda, il Signore primordiale, del Quale lo status di Sambhu è una trasformazione intesa a svolgere l’atto di distruzione.
SPIEGAZIONE
(È qui descritta la reale natura di Sambhu, la divinità che presiede Mahesa-dhama). Sambhu non è un secondo Dio oltre Krsna. Chi coltiva una simile attitudine discriminante commette una grave offesa nei confronti del Signore Supremo. La supremazia di Sambhu è dipendente da quella di Govinda, perciò essi non sono veramente differenti l’uno dall’altro. La non-distinzione è spiegata dal paragone del latte, che trattato con una sostanza acida si trasforma in yogurt; così Dio diventa un subordinato quando Lui stesso ottiene una personalità distinta per l’aggiunta di un particolare elemento adulterante. Questa personalità non ha iniziativa indipendente. Il suddetto principio adulterante è costituito da una combinazione della qualità istupidente dell’energia illusoria, della qualità d’incompletezza dell’energia marginale e di un leggero tocco del principio cognitivo-estatico appartenente alla potenza spirituale plenaria. Questo specifico riflesso adulterato del principio di porzione soggettiva della Divinità è Sadasiva, nella forma della radiosa divinitàsimbolo della mascolinita, Sambhu, da cui viene manifestato Rudradeva. Nell’atto creativo dei mondi come causa materiale, nell’atto di preservazione con l’uccisione di svariati asura e nell’atto distruttivo c’è Govinda, che per condurre l’intera operazione Si manifesta come guna-avatara nella forma di Sambhu, la porzione separata di Govinda intrisa del principio della Sua porzione plenaria soggettiva. La personalità del principio distruttivo nella forma del tempo è stata identificata con quella di Sambhu dalle testimonianze scritturali che sono state menzionate nel commentario. La spiegazione degli sloka Bhagavata – vaisnavanam yatha sambhuh, eccetera – è che Sambhu, confacendosi al volere di Govinda, agisce in unione con la sua consorte Durga-devi attraverso la sua energia tempo. Nei vari tantra-sastra e altrove egli insegna i doveri della pieta (dharma) come gradini progressivi per il raggiungimento del servizio spirituale, doveri adatti alle jiva nei loro diversi livelli di vita condizionata. Obbedendo alla volonta di Govinda, Sambhu mantiene e promuove la religione della devozione pura, predicando il culto dell’illusionismo (Mayavada) e gli agama-sastra speculativi. I cinquanta attributi delle anime individuali sono presenti in misura ben più ampia in Sambhu, e in lui si trovano parzialmente anche cinque attributi addizionali non ottenibili dalle jiva. Sambhu non può dunque essere definito una jiva. Egli è il signore delle jiva, tuttavia partecipa della natura di porzione separata di Govinda.