La devozione fraterna
Nettare Della Devozione Capitolo 41

La devozione fraterna
Si definisce amore per Dio in un atteggiamento fraterno il sentimento di un devoto che si e’
stabilito in modo permanente nel servizio di devozione e ha maturato un dolce sentimento di
fraternita’ per Dio, la Persona Suprema, attraverso le diverse manifestazioni di estasi.
Il Signore stesso e’ il fattore stimolante di tale relazione fraterna. In realta’, quando il devoto
raggiunge la liberazione e scopre il legame eterno che lo lega a Dio, il Signore stesso diventa
l’incentivo che stimolera’ questo affetto fraterno. Cosi’ si esprimono a Vrindavana i compagni
eterni di Krishna:
”La carnagione di Hari (il Signore) e’ paragonata ai riflessi della pietra indranila. Il Suo sorriso eguaglia in
bellezza il fiore kunda, i Suoi vestiti di seta hanno il giallo delle foglie d’autunno. Egli suona sempre il
flauto e ha il petto ornato di ghirlande di fiori. E’ il nemico del mostro Agha e affascina continuamente i
nostri cuori quando passeggia per Vrindavana.”
Si trovano manifestazioni di fraternita’ simili a queste anche fuori della regione di Vrindavana.
Per esempio, quando sul campo di battaglia di Kuruksetra i figli di Pandu, con Maharaja
Yudhisthira a capo, contemplarono Krishna, dotato di quattro braccia che reggevano la
conchiglia, il disco, la mazza e il fiore di loto, dimenticarono completamente se’ stessi e si
fusero nell’oceano nettareo della felicita’. Questo fatto mostra quanto i figli di Pandu –il re
Yudhisthira, Bhima, Arjuna, Nakula e Sahadeva- fossero presi da un sentimento d’amore
fraterno per Krishna.
La devozione fraterna
A volte sono i differenti nomi del Signore, le Sue forme, le Sue qualita’ sublimi e tutto cio’ che
Lo circonda a suscitare il sentimento di fraternita’. Cio’ vale anche per i Suoi bei gioielli, la
robustezza delle Sue membra, i felici segni sul Suo corpo, la Sua conoscenza delle diverse
lingue, i saggi insegnamenti che impartisce nella Bhagavad-gita, il Suo genio ineguagliabile in
tutte le sfere dell’azione, la dimostrazione di una conoscenza perfetta, la Sua misericordia, il
Suo coraggio, il Suo atteggiamento nei rapporti amorosi, la Sua intelligenza, la Sua
indulgenza, il fascino che esercita su tutti gli esseri, la Sua opulenza e la Sua felicita’.
E’ naturale che anche i compagni di Krishna a Vrindavana stimolino il sentimento di fraternita’
perche’ il loro aspetto, le loro qualita’ e i loro ornamenti sono uguali a quelli di Krishna.
Sempre felici di servire Krishna e pienamente fiduciosi nella Sua protezione, questi compagni
sono generalmente chiamati vayasya perche’ sono amici della stessa eta’ di Krishna. Cosi’
pregano a volte i devoti:
“Offriamo il nostro rispettoso omaggio ai vayasya di Krishna che nutrono una ferma fede nella Sua
amicizia e nella Sua protezione; la loro devozione per Lui e’ irremovibile. Essi compiono il loro sublime
servizio d’amore e di devozione senza alcun timore, considerandosi allo stesso livello di Krishna.”
Questi vayasya si trovano anche al di fuori della regione di Vrindavana, in luoghi come Dvaraka
e Hastinapura. Eccetto Vrindavana, tutti i luoghi in cui si svolsero i divertimenti di Krishna,
sono chiamati pura, o citta’. Cosi’ e’ per Mathura e Hastinapura, la capitale dei Kuru. In questi
pura, personaggi come Arjuna, Bhima, Draupadi e Sridama Brahmana sono annoverati tra i
devoti legati a Krishna da un sentimento di fraternita’.
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E’ descritto qui come i Pandava, i figli di Pandu, godono della compagnia di Krishna:
“Quando Sri Krishna arrivo’ a Indraprastha, la capitale dei Kuru, Maharaja Yudhisthira Gli si avvicino’
subito per respirare il profumo della Sua testa.”
Il costume vedico vuole che un superiore odori la testa dei suoi subordinati quando questi
ultimi gli offrono il loro omaggio toccando i suoi piedi. Quanto ad Arjuna e Bhima, essi
abbracciarono Krishna con grande gioia, mentre i due fratelli minori Nakula e Sahadeva, con gli
occhi bagnati di lacrime, offrirono il loro omaggio a Krishna toccando i Suoi piedi di loto. Cosi’ i
cinque fratelli Pandava godevano di un dolce sentimento spirituale che li legava a Krishna in
un’amicizia fraterna. Tra i cinque Pandava, Arjuna e’ il piu’ intimamente unito a Krishna. Il suo
arco meraviglioso si chiama Gandiva, le sue cosce hanno la potenza di proboscidi di elefanti e i
suoi occhi hanno sempre dei riflessi rossi. Quando Krishna e Arjuna salivano sullo stesso carro,
la loro bellezza sublime riempiva gli occhi di tutti. Si racconta che un giorno Arjuna, mentre
riposava sul suo letto, aveva posato la testa sulle cosce di Krishna e scambiava con Lui parole
scherzose in un’atmosfera di profonda distensione, sorridendo molto felice e godendo della Sua
compagnia.
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Ma torniamo ai vayasya di Vrindavana che si riempiono di amarezza quando non possono
vedere Krishna, anche per un solo istante. Un devoto offre loro questa preghiera:
“Gloria ai vayasya di Sri Krishna che dividono con Lui l’eta’, le qualita’, i divertimenti, l’abbigliamento e la
grazia. Essi hanno l’abitudine di suonare flauti fatti con foglie di palma, possiedono corni come quello di
Krishna, fatti di corno di bufalo e decorati con oro, corallo e pietre preziose come l’indranila, e sono
sempre allegri come lo e’ Krishna. Che questi gloriosi compagni del Signore ci proteggano sempre !”
I vayasya di Vrindavana sono legati a Krishna da un’amicizia fraterna cosi’ profonda che
credono a volte di uguagliarLo. Si trova esempio di questo sentimento nelle parole che i
vayasya dissero a Krishna che sosteneva con la mano sinistra la collina Govardhana:
“Caro compagno, sono almeno sette giorni e sette notti che stai qui senza mai riposarTi. Questo ci causa
un grande dolore perche’ possiamo vedere come sia arduo il compito che Ti sei assunto. Secondo il nostro
parere, non dovresti piu’ sostenere questa collina ma dovresti farla passare dalla Tua mano a quella di
Sudama. Noi soffriamo molto nel vederTi cosi’, e se Tu credi che Sudama sia incapace di sostenere la
collina Govardhana, almeno cambia mano, passala sulla Tua mano destra, cosi’ noi potremo massaggiarTi
la sinistra.”
Questo esempio di intima amicizia mostra fino a che punto i vayasya credono di poter
uguagliare Krishna.
Nello Srimad-Bhagavatam (10.12.11) Sukadeva Gosvami riporta questo discorso al re Pariksit:
“O re, per il saggio spiritualista Krishna e’ Dio, la Persona Suprema, per l’impersonalista e’ la felicita’
suprema, per il devoto e’ l’oggetto della piu’ perfetta adorazione, e per colui che e’ soggiogato dal fascino
di maya e’ solo un bambino comune. E ora guarda questi pastori che giocano con la Persona Suprema
come se fossero sul Suo stesso piano! E’ chiaro che questi bambini hanno accumulato in grande numero i
frutti delle loro azioni virtuose per poter godere della compagnia del Signore Supremo in un’amicizia cosi’
intima.”
Il sentimento che Krishna prova verso i vayasya di Vrindavana e’ descritto in questo discorso
che Egli fece un giorno a Balarama:
“Fratello Mio, quando vidi il mostro Aghasura che divorava i Miei compagni, lacrime brucianti bagnarono
le Mie guance. Caro fratello maggiore, almeno per un istante rimasi completamente confuso.”
I vayasya di Krishna a Gokula si dividono generalmente in quattro gruppi:
1) gli amici benevoli;
2) gli amici;
3) gli amici confidenziali;
4) gli amici intimi.
Gli amici benevoli sono un po’ piu’ grandi di Krishna in eta’ e provano per Lui un certo affetto
parentale; infatti cercano sempre di proteggere Krishna da ogni pericolo, percio’ a volte
portano delle armi che usano contro chiunque voglia farGli del male. Tra questi amici benevoli
ci sono Subhadra, (1) Mandalibhadra, Bhadravardhana, Gobhata, Yaksa, Indrabhata,
Bhadranga, Virabhadra, Mahaguna, Vijaya e Balabhadra. Piu’ grandi di Krishna, essi veglino
continuamente al Suo benessere.
Uno di loro si espresse con queste parole:
“Caro Mandalibhadra, perche’ fai roteare cosi’ la tua spada lucente come se dovessi attaccare Aristasura e
ucciderlo? E Tu, caro Baladeva, perche’ porti senza ragione questa pesante piccozza? E tu Vijaya, non
agitarti inutilmente. O Bhadravardhana, non c’e’ alcuno bisogno di fare questi gesti minacciosi.
Osservando con piu’ attenzione vedere che si tratta solo di una nuvola di pioggia che sovrasta la collina
Govardhana, e non di Aristasura sotto la forma di un toro, come immaginate voi.”
Mentre i benevoli compagni piu’ grandi di Krishna credevano di veder comparire Aristasura,
nascosto sotto le sembianze di un toro, uno di loro, mentre l’agitazione era al culmine, accerto’
che si trattava solo di una nuvola che sovrastava la collina Govardhana, e che in assenza di
Aristasura non c’era motivo di preoccuparsi per il benessere di Krishna.
Tra questi amici benevoli Mandalibhadra e Balabhadra occupano il primo posto. Cosi’ e’
descritto Mandalibhadra: la sua carnagione e’ gialla e porta un abito molto bello. Ha sempre in
mano un bastone di vari colori, ha il capo ornato di una piuma di pavone e ha sempre un
aspetto molto attraente. Le sue parole rivelano il suo carattere:
“Miei cari amici, il nostro amato Krishna e’ molto stanco per aver portato a pascolare le mucche e aver
camminato a lungo nella foresta. Posso vedere quanto e’ stanco, percio’ mentre Si riposera’ nella Sua
casa Gli massaggero’ la testa, in silenzio, e tu, Subala, Gli massaggerai le cosce.”
(1) Da non confondere con Subhadra, la sorella di Krishna.
Un devoto descrive cosi’ la bellezza di Baladeva:
”Prendo rifugio ai piedi di loto di Balarama, la cui bellezza e’ esaltata dagli orecchini che Gli accarezzano
le guance. Il Suo viso e’ ornato di tilaka fatto di muschio pasturi e sul Suo petto ampio scende una
ghirlanda di gunja (piccole conchiglie). La Sua carnagione e’ bianca come una fresca nuvola autunnale, il
Suo vestito e’ blu e la Sua voce e’ molto profonda. Le Sue braccia, molte lunghe, raggiungono le cosce.
Egli mostro’ la Sua grande forza quando anniento’ il mostro Pralamba. Che io possa prendere rifugio nel
coraggioso Balarama.” (1)
L’affetto di Baladeva per Krishna si rivela in queste parole che Egli rivolge a Subala:
“O amato compagno, va’ a dire a Krishna di non andare al lago di Kaliya. Oggi e’ il giorno del Suo
compleanno, percio’ madre Yasoda e Io vorremmo farGli il bagno. DiGli che oggi non dovrebbe uscire di
casa.
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Cio’ dimostra quando Balarama Si prendesse cura di Krishna, il Suo giovane fratello, e quanto
fosse pieno per Lui di un amore parentale nell’ambito dell’affetto fraterno.
I compagni piu’ giovani di Krishna, che sono sempre con Lui e Gli offrono continuamente ogni
tipo di servizio, sono considerati Suoi amici abituali, o piu’ semplicemente i Suoi amici. Essi
sono detti sakha e di questo gruppo fanno parte Visala, Vrsabha, Ojasvi, Devaprastha,
Varuthapa, Maranda, Kusumapida, Manibandha e Karandhama. Ognuno di questi sakha cerca
solo di servire Krishna. Alcuni, a volte, si alzano di buon mattino e vanno subito ad aspettare
Krishna alla porta della Sua casa perche’ desiderano andare con Lui ai pascoli. Nel frattempo
madre Yasoda veste Krishna, e vedendo uno di loro vicino alla porta, lo chiama cosi’:
“Visala, perche’ resti la’? Entra!”
Cosi’, col permesso di madre Yasoda, egli entra svelto nella casa. E mentre madre Yasoda
continua a vestire suo figlio, il bambino cerca di mettere i campanellini alle caviglie di Krishna,
che a questo sforzo risponde in modo birichino dandogli piccoli colpi col Suo flauto. Ma ecco
che interviene madre Yasoda:
“Krishna che fai? Perche’ fai dispetti al Tuo amico?”
Allora Krishna Si mette a ridere, e il Suo amico ride con Lui. Queste sono alcune attivita’ dei
sakha. Altre volte essi riuniscono le mucche che si disperdono e dicono a Krishna:
“Le Tue mucche se ne vanno di qua e di la’!”
E Krishna li ringrazia.
Quando Krishna andava ai pascoli accompagnato dai Suoi sakha, Kamsa inviava a volte un
demone per ucciderLo. Cosi’ quasi ogni giorno c’era una battaglia con un nuovo demone. Dopo
aver lottato con un demone, Krishna, coi capelli scompigliati, sentiva un po’ di stanchezza;
allora i sakha Gli facevano subito attorno e cercavano di alleviare la Sua fatica in vari modi.
Qualcuno diceva:
“Caro Visala, prendi questo ventaglio di foglie di loto e sventaglia Krishna in modo che Si rilassi.
Varuthapa, scosta le ciocche di capelli dal viso di Krishna, e tu, Vrsabha, smetti di chiacchierare
inutilmente e massaggia il corpo di Krishna: le Sue braccia sono stanche per aver combattuto contro quel
demone. Guardate come la fatica ha indebolito il nostro amico Krishna.”
(1) Balarama e Baladeva si riferiscono alla stessa emanazione plenaria del Signore, cioe’ al fratello
maggiore di Krishna.
Questi sono alcuni esempi delle cure che i sakha avevano per Krishna. Uno di loro,
Devaprastha, e’ descritto cosi’: e’ molto forte, ricco di una vasta conoscenza e molto esperto
nel gioco del pallone. E’ vestito di bianco e una cordicella lega sul capo i suoi capelli. Ogni volta
che scoppia una lotta tra Krishna e i demoni, Devaprastha e’ il primo a portare aiuto e a
combattere con la forza di un elefante.
Una gopi disse un giorno alla sua compagna:
“Cara e bella amica, quando Krishna, il figlio di Maharaja Nanda, Si riposava in una grotta sul fianco della
collina, posava il capo tra le braccia di Sridama e la mano sinistra sul petto di Dama. Approfittando di
questo momento opportuno, Devaprastha, mosso dall’intenso amore che prova per Krishna, si mise a
massaggiare le Sue gambe.”
Queste sono le attivita’ degli amici di Krishna quando sono sui pascoli. Gli amici confidenziali di
Krishna si chiamano priya-sakha e hanno press’a poco la Sua eta’. Grazie alla loro relazione
molto confidenziale, il loro comportamento e’ dettato dalla pura amicizia. Mentre gli altri
compagni agiscono sulla base dell’affetto paterno e dell’atteggiamento di servizio, il sentimento
che muove gli amici confidenziali di Krishna e’ su un piano di parita’ col Signore. Fanno parte di
questo gruppo: Sridama, Sudama, Dama, Vasudama, Kinkini, Stoka-Krishna, Amsu,
Bhadrasena, Vilasi, Pundarika, Vitanka e Kalavinka. Tutti, con le loro varie attivita’, danno a
Krishna un piacere trascendentale nel compimento dei Suoi numerosi divertimenti.
Una compagna di Radharani descrive cosi’ il comportamento di questi amici confidenziali:
“Cara e delicata Radharani, Krishna, il tuo intimo compagno, riceve anche il servizio che i Suoi amici
confidenziali Gli offrono. Alcuni con voce dolce, Gli fanno discorsi divertenti, e cio’ Gli procura una grande
gioia.”
Un compagno di Krishna di nome Madhumangala si divertiva a imitare l’atteggiamento di un
brahmana ghiotto. Quando era l’ora del pranzo mangiava piu’ di tutti, soprattutto laddhu, di
cui era golosissimo. Dopo aver inghiottito piu’ laddhu di tutti i suoi compagni, Madhumangala,
non ancora soddisfatto, diceva a Krishna:
“Se mi dai un altro laddhu saro’ contento di fare in modo che con la mia benedizione Tu possa attirare su
di Te i favori di Radharani, la Tua amica.”
E’ naturale che i brahmana accordino le benedizioni ai vaisya. Krishna, figlio di Maharaja
Nanda, apparteneva in apparenza all’ordine dei vaisya; era dunque appropriato che il bambino
brahmana Gli accordasse le sue benedizioni, e Krishna, soddisfatto, lo contraccambiava con
una quantita’ sempre maggiore di laddhu.
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A volte uno degli amici confidenziali di Krishna Lo abbraccia con molto amore, mentre un altro
Gli giunge alle spalle e Gli copre gli occhi con le mani. Krishna trae sempre un grande piacere
da questi scambi con i Suoi amici confidenziali.
Tra loro Sridama e’ il primo. Sridama si veste di giallo, porta un corno di bufalo e indossa un
turbante color rame. Il suo colorito e’ scuro e dal suo collo pende una bella ghirlanda di fiori.
La sua gaia amicizia lo spinge sempre a sfidare Krishna alla lotta. Preghiamo Sridama di
conferirci la sua misericordia!
Sridama si rivolge talvolta a Krishna in questi termini:
“Come sei stato crudele a lasciarci soli sulle rive della Yamuna, dove siamo diventati pazzi perche’ non
potevamo piu’ vederTi. Ora che la nostra grande fortuna ci ha permesso di vederTi di nuovo, se vuoi
calmare la nostra agitazione deve prenderci tra le Tue braccia e abbracciarci a uno a uno. Ma credimi,
caro amico, un momento solo della Tua assenza provoca in noi, e perfino nelle mucche, un grande
sconvolgimento. Tutto diventa confuso e il nostro amore per Te si trasforma in pazzia.”
Altri compagni di Krishna che sono legati a Lui da un’amicizia ancora piu’ confidenziale si
chiamano priya-narma, amici intimi. Tra loro c’e’ Subala, Arjuna, Gandharva, Vasanta e
Ujjvala. Alcune parole scambiate tra le gopi, le compagne di Radhararani, c’illuminano su
questo argomento. Una di loro disse a Radharani:
“O Krsangi (delicata), guarda come Subala bisbiglia il tuo messaggio all’orecchio di Krishna e come Gli
consegna la lettera confidenziale di Syamadasi facendoGliela scivolare silenziosamente nella mano.
Guarda come Gli mette in bocca la noce di betel preparata da Palina e come orna Krishna con la ghirlanda
che Taraka ha preparato. Sapevi, cara compagna, che questi amici, i piu’ intimi di Krishna, sono sempre
intenti a servirLo cosi’?”
Tra i numerosi intimi detti priya-narma, Subala e Ujjvala considerati i piu’ importanti.
Cosi’ viene descritto Subala:
“La sua carnagione e’ come l’oro fuso. E’ molto caro a Krishna, porta una ghirlanda di fiori al collo e si
veste di giallo. I suoi occhi sono simili ai petali del fiore di loto e la sua intelligenza e’ cosi’ elevata che i
suoi discorsi e le sue istruzioni morali soddisfano pienamente tutti gli altri pastori. Offriamo i nostri
rispettosi omaggi a Subala, l’amico di Krishna.”
Si puo’ comprendere fino a che punto sia stretto il legame di amicizia che unisce Krishna e
Subala dal fatto che soltanto loro possono cogliere il significato dei discorsi che si scambiano.
Cosi’ e’ descritto Ujjivala, un altro amico intimo di Krishna:
“Ujjvala porta sempre vestiti color arancione e il suo sguardo e’ molto vivo. Gli piace ornarsi di ogni tipo
di fiori. La sua carnagione e’ quasi uguale a quella di Krishna e una collana di perle orna il suo collo. Egli
e’ sempre molto caro a Krishna. Rivolgiamo la nostra adorazione a Ujjvala, il piu’ intimo amico di
Krishna.”
A proposito del servizio particolare che Ujjvala offre a Krishna, si trovano queste parole di
Radharani a una delle sue compagne:
“Amica mia, e’ impossibile che io riesca a salvaguardare il mio onore! Vorrei non parlare mai piu’ a
Krishna, ma ecco di nuovo Ujjvala, il Suo amico, che viene verso di me con le sue proposte allettanti. Le
sue sollecitazioni sono cosi’ pressanti che una gopi trova molta difficolta’ a reprimere il suo amore per
Krishna, e cio’ nonostante la sua grande riservatezza, il suo attaccamento ai doveri domestici e la sua
fedelta’ al marito.”
Le parole che seguono sono di Ujjvala e rivelano il suo carattere allegro:
“O Krishna, vincitore di Aghasura, Tu hai tanto esteso i Tuoi scambi amorosi che ora puoi essere
paragonato all’oceano senza limiti. E le ragazze che cercano in questo mondo l’amante perfetto
diventano simili a fiumi che vanno a gettarsi in questo oceano. E’ possibile che i fiumi di queste fanciulle
tentino di deviare il corso verso altri luoghi, ma le loro onde finiranno sempre col raggiungerTi.”
Alcuni gruppi di compagni di Krishna sono stati resi celebri dalle diverse Scritture e altri dalla
tradizione popolare. Si possono notare tre tipi di amici di Krishna –alcuni sono eternamente
legati a Lui da un sentimento di amicizia, altri sono grandi esseri celesti, e altri ancora sono
devoti che hanno raggiunto la perfezione. All’interno di ognuno di questi gruppi ci sono alcuni
che, per natura, servono eternamente Krishna come Suoi consiglieri, ci sono quelli che amano
scherzare e fanno sorridere Krishna con i loro discorsi, e altri, molto semplici per natura, che
piacciono a Krishna per la loro semplicita’. Alcuni di questi compagni creano bellissime
situazioni di giochi che sembrano opporsi a Krishna; altri ancora, molto loquaci, chiacchierano
continuamente con Krishna creando un’atmosfera di dibattito; altri, infine, molto gentili, fanno
piacere a Krishna con le loro dolci parole. Insieme, questi compagni molto intimi di Krishna
mostrano la loro abilita’ ad agire nei modi piu’ svariati, sempre con lo scopo di far piacere a
Krishna.