Sri Caitanya Caritamrta

Sri Caitanya Caritamrta Adi Lila Prefazione

Sri Caitanya Caritamrta Adi Lila Prefazione

Sri Caitanya Caritamrta Adi Lila Prefazione Versione audio lettura da Lilananda Das

Non c’è differenza tra gli insegnamenti di Caitanya presentati in questo libro e gli insegnamenti di Sri Krishna contenuti nella Bhagavad-gita. Gli insegnamenti di Caitanya sono la dimostrazione pratica degli insegnamenti di Sri Krishna.

L’insegnamento supremo di Sri Krishna nella Bhagavad-gita è che tutti dovrebbero sottomettersi a Lui, Sri Krishna, e Krishna promette di prendersi immediatamente cura di queste anime sottomesse. Il Signore, Dio, la Persona Suprema, Si occupa già del mantenimento della creazione attraverso la Sua espansione plenaria Ksirodakasayi Visnu, ma quest’azione non è diretta.

Quando però il Signore afferma di assumersi la cura del Suo puro devoto, Se ne incarica personalmente. Il puro devoto è una persona sempre sottomessa al Signore, proprio come un bambino è sempre sottomesso ai genitori, o un animale al padrone.

Nel processo di sottomissione dobbiamo: 1) accettare ciò che è favorevole per il compimento del servizio devozionale, 2) respingere ciò che è sfavorevole, 3) credere fermamente nella protezione del Signore, 4) sentirci dipendenti esclusivamente dalla misericordia del Signore, 5) non avere alcun interesse separato dall’ interesse del Signore, e 6) sentirsi sempre umili e miti.

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Il Signore ci chiede di sottometterci a Lui seguendo questi sei principi, ma gli stolti che in questo mondo si fanno passare per studiosi non comprendono questi principi e inducono gli uomini a respingerli.

Nella parte conclusiva del nono capitolo della Bhagavad-gita, Sri Krishna dice chiaramente: “Impegna sempre la tua mente a pensare a Me, offriMi i tuoi omaggi e adora Mi. Completamente assorto in Me, sicuramente verrai a Me.” (Bhagavad Gita 9.34)

Gli studiosi demoniaci, invece, disorientano le masse dirigendole verso una verità impersonale, non-manifestata, eterna, non nata, piuttosto che verso Dio, la Persona Suprema. I filosofi impersonalisti e mayavadi non accettano che l’aspetto supremo della Verità Assoluta sia Dio, la Persona Sovrana.

Chi desidera conoscere il sole cosi com’è, deve dapprima porsi dinanzi alla luce del sole, poi al globo solare e in seguito, dopo essere entrato nel globo solare, porsi dinanzi alla divinità che controlla il sole. A causa della loro limitata conoscenza, i filosofi mayavadi non possono andare al di là della radiosità del Brahman, che può essere paragonata alla luce del sole.

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Le Upanisad confermano che si deve penetrare quest’abbagliante luce del Brahman, prima di poter vedere il vero volto di Dio, la Persona Suprema. Perciò Caitanya insegna l’adorazione diretta di Sri Krishna, che apparve come il figlio adottivo del re di Vraja. Egli suggerisce anche che il luogo conosciuto come Vrindavana equivale a Sri Krishna, perché non esiste differenza tra il nome di Sri Krishna, le Sue qualità, la Sua forma, i Suoi divertimenti, ciò che Lo circonda e Krishna stesso.

Questa è la natura assoluta della Verità Assoluta. Sri Caitanya ha anche reso noto che il più alto metodo di adorazione, nel suo stadio più elevato e perfetto, è quello praticato dalle ragazze di Vraja. Queste ragazze (le gopi, o pastorelle), si limitavano ad amare Krishna senza alcuna motivazione personale di profitto materiale o spirituale.

Caitanya raccomandò anche lo Srimad-Bhagavatam, la narrazione senza macchia della conoscenza trascendentale, e precisò che il più alto obiettivo della vita umana consiste nello sviluppare un puro amore per Krishna, Dio, la Persona Suprema.

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Gli insegnamenti di Caitanya sono identici a quelli trasmessi da Kapila, Colui che in origine ha stabilito il sankhya-yoga, il sistema filosofico sankhya. Questo autentico metodo di yoga raccomanda la meditazione sulla forma trascendentale del Signore.

Non è possibile meditare su qualcosa di vuoto o d’impersonale, mentre è possibile meditare sulla forma trascendentale di Visnu, anche senza praticare le complicate posizioni sedute dello yoga. Questa meditazione è chiamata samadhi perfetto.

Questo perfetto samadhi è convalidato alla fine del sesto capitolo della Bhagavad-gita, quando Sri Krishna afferma: “E tra tutti gli yogi, colui che con fede ferma dimora sempre in Me, e Mi adora servendoMi con un amore trascendentale, è il più intimamente legato a Me ed è il più grande di tutti.” (Bhagavad Gita 6.47)

Sri Caitanya insegnò a tutti gli uomini la filosofia sankhya dell”acintyabhedabheda- tattva, secondo la quale il Signore Supremo è simultaneamente differente e non-differente dalla Sua creazione.

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Sri Caitanya insegnò questa filosofia mediante il canto del santo nome del Signore. Insegnò che il santo nome del Signore è l’incarnazione sonora del Signore e che non c’è differenza tra il Suo santo nome e la Sua forma trascendentale, perché Egli è il tutto assoluto. In questo modo, cantando il santo nome del Signore si può entrare in contatto diretto con il Signore Supremo attraverso la vibrazione sonora.

Nel corso della pratica di questa vibrazione sonora si attraversano tre fasi di sviluppo: lo stadio delle offese, lo stadio di purificazione e lo stadio trascendentale. Durante lo stadio offensivo si desidera ancora ogni genere di felicità materiale, ma nel secondo ci si purifica da ogni contaminazione materiale.

Infine, quando ci si situa allo stadio trascendentale, si raggiunge la posizione più ambita —il livello dell’amore per Dio. Sri Caitanya affermò che questo è il più alto livello di perfezione per gli esseri umani. La pratica dello yoga è destinata essenzialmente al controllo dei sensi.

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Il fattore centrale del controllo dei sensi è la mente, perciò si deve per prima cosa praticare il controllo della mente impegnandola nella coscienza di Krishna. Le attività grossolane della mente si esprimono attraverso i sensi esterni o per acquisire conoscenza oppure per mettere in atto i dettami della volontà.

Le attività sottili della mente sono pensare, sentire e volere. Secondo il livello di coscienza, l’individuo può essere puro o contaminato. Se la mente è fissa su Krishna (sul Suo nome, sulle Sue qualità, la Sua forma, i Suoi divertimenti, e su ciò che Lo circonda), allora tutte le attività —grossolane e sottili— diventano favorevoli.

Il metodo insegnato dalla Bhagavad-gita per purificare la coscienza consiste nel fissare la mente su Krishna parlando delle Sue attività trascendentali, impegnandosi a pulire il Suo tempio, recandosi nel tempio, contemplando la meravigliosa forma trascendentale del Signore adorna di vestiti, di gioielli e di fiori, ascoltando le Sue glorie trascendentali, gustando il cibo che Gli è stato offerto, rimanendo accanto ai devoti, odorando il profumo dei fiori e delle foglie di tulasi a Lui offerte, impegnandosi in attività nell’interesse del Signore, e cosi via.

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Nessuno può fermare le attività della mente e dei sensi, ma è possibile purificare tali attività trasformando la propria coscienza. Questa trasformazione è indicata nella Bhagavad-gita, nelle parole di Krishna che trasmette ad Arjuna la conoscenza dello yoga che gli permetterà di agire senza rimanere coinvolto nei risultati dell’azione. “O figlio di Pritha, quando agirai con questa intelligenza potrai liberarti dai legami dell’ azione.” (Bhagavad Gita, 2.39)

L’essere umano si vede talvolta limitato nella gratificazione dei sensi a causa di alcune circostanze, come per esempio la malattia, ma non è questa la prescrizione adatta. Senza conoscere il vero metodo che ci porta a controllare la mente e i sensi, gli uomini meno intelligenti tenteranno di fermare la mente e i sensi con la forza, oppure vi si abbandoneranno e si lasceranno trasportare dalle onde del piacere dei sensi.

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I principi regolatori e le regole dello yoga, le varie posizioni sedute e gli esercizi di respirazione, che si praticano nel tentativo di distogliere i sensi dagli oggetti dei sensi, sono metodi destinati a coloro che sono troppo assorti nella concezione della vita basata sul corpo. L’uomo intelligente, che è situato nella coscienza di Krishna, non cerca di forzare i sensi all’ immobilità, ma impegna i sensi al servizio di Krishna. Nessuno può costringere un bambino a interrompere il gioco costringendolo all’inattività.

Se vogliamo che un bambino non faccia disastri, dobbiamo impegnarlo in attività superiori. La limitazione forzata delle attività dei sensi mediante gli otto principi dello yoga è un metodo raccomandato per uomini inferiori. Impegnandosi nelle attività superiori della coscienza di Krishna, gli uomini superiori si ritraggono del tutto naturalmente dalle attività inferiori dell’esistenza materiale.

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Questo è il metodo del Signore Caitanya per insegnare la scienza della coscienza di Krishna. Questa scienza è assoluta. Gli aridi speculatori intellettuali cercano di sfuggire agli attaccamenti materiali, ma generalmente accade che la mente, troppo forte per essere controllata, li trascini di nuovo verso le attività dei sensi. Una persona cosciente di Krishna non corre un simile rischio. Bisogna impegnare la mente e i sensi in attività coscienti di Krishna, e Sri Caitanya c’insegna come farlo praticamente.

Prima di accettare il sannyasa (l’ordine di rinuncia), Sri Caitanya era conosciuto come Visvambhara. Il termine visvambhara si riferisce a colui che mantiene l’intero universo e guida tutti gli esseri viventi. Questa guida e questo sostegno apparvero nella forma di Sri Krishna Caitanya per offrire all’umanità questi sublimi insegnamenti. Sri Caitanya è l’insegnante modello delle necessità primarie della vita. È l’elargitore più munifico dell’amore per Krishna. È il ricettacolo completo di ogni misericordia e di ogni fortuna.

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Come è confermato nello Srimad-Bhagavatam, nella Bhagavad-gita, nel Mahabharata e nelle Upanisad, Egli è Dio, la Persona Suprema, Krishna stesso, degno dell’adorazione di tutti in quest’era di discordia. Tutti possono unirsi al Suo movimento del sankirtana. Non è necessaria alcuna qualificazione preliminare.

Basta seguire i Suoi insegnamenti per diventare esseri umani perfetti. Chi ha la fortuna di essere attratto dalle Sue caratteristiche è sicuro di raggiungere il successo nella missione della vita. In altre parole, coloro che sono interessati a sviluppare la loro esistenza spirituale possono essere facilmente liberati dalle reti di maya, per la grazia di Sri Caitanya. Gli insegnamenti presentati in questo libro non sono differenti dal Signore.

Fortemente identificata con il corpo materiale, l’anima condizionata accresce il numero delle pagine della storia con ogni genere di attività materiali. Gli insegnamenti di Sri Caitanya possono aiutare la società umana a porre un termine a queste attività inutili e temporanee. Grazie a questi insegnamenti l’umanità può essere elevata al livello più allo dell’ attività spirituale. Le attività spirituali in realtà hanno inizio dopo che ci si è liberati dalla schiavitù alla materia.

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Queste attività liberate compiute in coscienza di Krishna costituiscono la mèta della perfezione umana. Il falso prestigio che si accumula nel tentativo di dominare la natura materiale è illusorio. La conoscenza che può veramente illuminarci si può ottenere dagli insegnamenti di Sri Caitanya, e con questa conoscenza ci si può elevare nell’esistenza spirituale.

Tutti devono godere e soffrire dei risultati delle proprie attività; nessuno può sfuggire alle leggi della natura materiale che governano queste cose. Finché ci s’impegna nell’attività interessata, non sarà sicuramente possibile raggiungere l’obiettivo supremo della vita. Spero sinceramente che con la comprensione degli insegnamenti di Sri Caitanya, la società umana possa sperimentare una nuova luce di vita spirituale, che aprirà nuovi orizzonti di attività per l’anima pura.

om tat sat

A.C. Bhaktivedanta Swami
14 Marzo 1968 Apparizione di Sri Caitanya Tempio di Sri-Sri-Radha-Krishna
New York, USA

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