Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 47 e 48

Sintesi del contenuto della Bhagavad Gita così com’è

Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 47 e 48

Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 47 in sanscrito

karmany evadhikaras te
ma phalesu kadacana
ma karma-phala-hetur bhur
ma te sango ‘stv akarmani

Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 47 Mantra audio in sanscrito

karmani: nei doveri prescritti; eva: certamente; adhiikarah: giusto; te: di te; ma: mai; phalesu: nei frutti; kadacana: in alcun momento; ma: mai; karma-phala; nel risultato dell’attività; hetuh: ausa; bhuh: diventa; ma: mai; te: di te; sangah: attaccamento; astu: dovrebbe essere; akarmani: a non compiere doveri prescritti.

TRADUZIONE

Tu hai il diritto di compiere i tuoi doveri prescritti, ma non di godere dei frutti dell’azione. Non considerarti mai la causa dei risultati delle tue attività e non cercare mai di sfuggire al tuo dovere.

SPIEGAZIONE

Qui bisogna considerare tre fattori: il dovere prescritto, l’azione arbitraria e l’inazione. I doveri prescritti sono quelli che si devono eseguire finché si è soggetti alle influenze della natura materiale; le azioni arbitrarie sono quelle che si compiono senza tener conto delle istruzioni che ci danno le Scritture e le autorità spirituali; e l’inazione consiste nel sottrarsi ai doveri prescritti. Il Signore consiglia ad Arjuna di non prendere la via dell’inazione, ma piuttosto di agire secondo il suo dovere senza attaccarsi al risultato.

Infatti, chi si attacca al risultato dell’azione si assume la responsabilità delle proprie attività, e deve godere o soffrire delle loro conseguenze. I doveri prescritti possono essere di tre tipi: doveri abituali, straordinari e occupazioni volontarie. I doveri abituali devono essere compiuti secondo le Scritture e senza attaccamento al risultato. Poiché si tratta di doveri imposti, la loro esecuzione è sotto l’influenza della virtù (sattva-guna). Invece l’azione che mira a ottenere un risultato genera la schiavitù e deve quindi essere considerata dannosa.

Ognuno ha il diritto di compiere il proprio dovere, ma nessuno deve agire per ottenere un risultato. Adempiere i propri compiti in uno spirito di distacco significa avanzare con passo sicuro sulla via della liberazione spirituale. Il Signore consiglia dunque ad Arjuna di combattere per dovere,senza attaccarsi al risultato. Infatti ,il rifiuto di combattere non sarebbe che un’altra forma di attaccamento. Buoni o cattivi, gli attaccamenti materiali sono una schiavitù e non possono in nessun caso aiutarci a diventare liberi dalla condizione materiale. Anche l’inazione, però è condannabile. Per Arjuna l’unica via di salvezza è combattere, come il dovere gli impone.

Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 48 in sanscrito

yoga-sthah kuru karmani
sangam tyaktva dhananjaya
siddhy-asiddhyoh samo bhutva
samatvam yoga ucyate

Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 48 Mantra audio in sanscrito

yoga-sthah: equilibrato; kuru: compi; karmani: tuoi doveri; sangam: attaccamento; tyaktva: abbandonando; dhananjaya: o Arjuna; siddhi-asiddhyoh: nel successo e nel fallimento; samah: equilibrato; bhutva: diventando; samatvam: equanimità; yogah: yoga; ucyate: è chiamato.

TRADUZIONE

Compi il tuo dovere con fermezza, o Arjuna, senza attaccamento al successo o al fallimento. Questa equanimità si chiama yoga.

SPIEGAZIONE

Krishna suggerisce ad Arjuna di seguire la via dello yoga. Ma che cos’è lo yoga? Il termine yoga significa concentrare la mente sull’Assoluto controllando i sensi, che sono sempre agitati. L’assoluto è il Signore Supremo. E se il Signore chiede personalmente ad Arjuna di combattere, questi non deve preoccuparsi dell’esito della battaglia. Il successo e la vittoria sono nelle mani di Krishna; Arjuna non deve far altro che seguire le Sue istruzioni.

Seguire le istruzioni di Krishna è il vero yoga, che trova l’applicazione pratica nella coscienza di Krishna, la sola che permette di liberarci da ogni istinto di possesso. Se vogliamo adempiere i nostri doveri rimanendo coscienti di Krishna dobbiamo diventare i Suoi servitori, o i servitori dei Suoi servitori. Questo è il solo modo di avanzare sul cammino dello yoga. Arjuna è uno ksatriya, e come tale partecipa al varnasrama-dharma, che ha per scopo quello di soddisfare Visnu, come insegna il Visnu Purana. Bisogna soddisfare Krishna, e non se stessi, come avviene nel mondo materiale. Se non si soddisfa Krishna, non si può pretendere di osservare il vero principio del varnasrama-dharma. Così l’interesse di Arjuna è quello di seguire la volontà di Krishna, come lascia intendere il Signore stesso.

Lezione Sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 47 e 48

Tenuta da SG Tridandi DAS a Terni

Lezioni di Srila Prabhupada in italiano sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 47 e 48

Lezione di SDG Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita così com’è

Tradotta da SG Tridandi Das. direttamente dal libro in inglese.

Lezione di Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 46 e 62 in italiano tenuta a Los Angeles il 16/12/1968

Lezione di Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 46 a 62 in italiano tenuta a Los Angeles il 16/12/1968 – Parte 2

Lezione di Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 46 a 62 in italiano tenuta a Los Angeles il 16/12/1968 – Parte 3

Lezione di Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 46 a 62 in italiano tenuta a Los Angeles il 16/12/1968 – Parte 4

Lezione di Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 48 e 49 in italiano tenuta a Los Angeles il 01/04/1966

Lezione di Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 48 e 49 in italiano tenuta a Los Angeles il 01/04/1966 – Parte 2

Lezione di Srila Prabhupada sulla Bhagavad Gita Capitolo 2 Verso 48 e 49 in italiano tenuta a Los Angeles il 01/04/1966 – Parte 3

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