L’amore Supremo

L’amore Supremo
“L’AMORE.” I cantanti Io cantano dolcemente, i poeti lo esaltano, gli scrittori di romanzi lo narrano nelle loro complesse storie. Il cinema e la televisione ne sono saturi, ma l’amore è reale? In questa chiara esposizione, Srila Prabhupàda afferma che l’amore che si prova in questo mondo è basato sull’illusione ed è, come ogni altra cosa, temporaneo. Esiste tuttavia un “amore più elevato” che non è mai stato immaginato dai romanzieri mondani.
Se si protegge con cura la tenera piantina del servizio devozionale, questa gradualmente produrrà il frutto del puro amore per Dio. Puro amore per Dio significa amore che non è permeato dal desiderio di ottenere benefici materiali, dal desiderio di acquisire una mera comprensione filosofica o da quello di ottenere risultati gratificanti. Amore puro è sapere che “Dio è grande, io sono un Suo frammento, perciò Egli è il mio supremo oggetto d’amore”. Questa coscienza è la più elevata perfezione della vita umana e il traguardo di tutti i metodi di realizzazione spirituale. Se si raggiunge questo stadio — Dio, Krsna, è il mio solo amore — la nostra vita sarà perfetta. Quando si gusta questa relazione trascendentale con Krsna, ci si sente veramente felici. Allora la piantina del servizio devozionale sarà così ben protetta che afferrandola si potrà raggiungere la destinazione suprema. Se saliamo saldamente su un albero, potremo raggiungerne la cima, così, se conquistiamo l’amore per Dio tenendo stretta la piantina devozionale raggiungeremo senza dubbio la dimora trascendentale di Krsna e ci troveremo nella Sua compagnia personale, proprio come ora stiamo in compagnia tra di noi.
Dio non è un’invenzione o una creazione dell’immaginazione. È reale quanto lo siamo noi. (In realtà siamo soggetti all’illusione e viviamo come se questo corpo fosse il nostro vero sé anche se non è reale ma è solo una manifestazione temporanea). Abbiamo l’impudenza di presumere che non ci sia nessun Dio o che non abbia alcuna forma. Questa speculazione mentale è dovuta a un modesto bagaglio di conoscenza. Srl Krsna e la Sua dimora esistono, e si può raggiungerla per stare in Sua compagnia. Questa è la realtà. Vita spirituale significa stare in compagnia del Signore Supremo e vivere eternamente un’esistenza di gioia e conoscenza. Compagnia eterna significa giocare con Krsna, danzare con Lui e amarLo. Krsna può diventare anche il vostro bambino o qualsiasi cosa desideriate.
Ci sono cinque relazioni primarie con Krsna: la relazione neutra, quella di servitore, quella di amico, di genitore e di amante. Anche le mucche che vivono nella dimora di Krsna sono anime liberate e si chiamano surabhi. Ci sono molti dipinti popolari che mostrano quanto Krsna ami le mucche, come le abbraccia e Gli piaccia baciarle. Questa relazione neutra con Krsna si chiama santa. Le mucche raggiungono la perfetta felicità quando Krsna arriva e semplicemente le tocca.
Altri devoti sono inclini a servirLo. Pensano: “Krsna vuole sederSi. Gli preparerò un seggio. Krsna vuole mangiare. Gli preparerò del buon cibo.” E fanno tutto il necessario per servirLo. Altri devoti giocano con Lui come amici alla pari. Non sanno che Krsna è Dio; è solo il loro amico adorato che non possono dimenticare nemmeno per un momento. Pensano a Krsna notte e giorno. Di notte, mentre dormono, pensano: “Domattina andrò a giocare con Krsna.” E il mattino dopo vanno a casa Sua e aspettano che Sua madre finisca di vestirLo prima dì andare fuori a giocare nei prati. Non c’è nessun’altra attività a Krsnaloka (la dimora di Krsna). Non ci sono industrie né corse per andare in ufficio, nessuna di queste sciocchezze. C’è latte e burro sufficiente e tutti mangiano in abbondanza. Krsna ha molto affetto per i Suoi amici e a volte Si diverte a rubare il burro per darlo a loro. Si può davvero vivere in questo modo, ed è l’esistenza perfetta. Dovremmo desiderare con tutte le nostre forze di raggiungere questo piano di perfezione, e la coscienza di Krsna è il modo per conseguirlo.
Finché si possiede anche un solo piccolo attaccamento a questo mondo materiale, si deve rimanere qui. Krsna è molto restrittivo. Non permette a nessuno che non sia libero dalla concezione materiale di stare con Lui. La bhakti dev’essere libera da ogni forma di contaminazione materiale. Non bisogna pensare: “Sono uno studente molto erudito. Scoprirò cos’è la Verità Assoluta con la speculazione mentale.” È assurdo; si può speculare e speculare, ma in questo modo non si troverà mai la fonte di tutte le altre fonti. La Brahma-samhita lo spiega chiaramente: “Si può andare avanti a elucubrare sulla Verità Assoluta per milioni e milioni di anni, senza che Questa sia mai svelata.” Si marcisce in questo mondo materiale e si continua a elucubrare senza capire qual è il sistema giusto. Il sistema è il bhakti-yoga.
Sri Caitanya dice che rendere servizio devozionale a Krsna è il piano più elevato di perfezione e che a paragone tutte le altre cose che la gente desidera in questo mondo, sono come bolle nell’oceano. Generalmente la gente è alla ricerca di benefici e a questo scopo diventa religiosa. Dice: “Sono induista, sono cristiano, sono ebreo, sono musulmano. Sono questo, sono quello e non posso cambiare la mia religione. Non posso accettare Krsna.” Questa è religiosità, dharma. Con tale idea materialistica e settaria della religione, la gente marcisce nel mondo materiale, attaccata ai riti e alla fede. Ha la sensazione che seguendo i princìpi religiosi otterrà la prosperità materiale. In effetti abbracciando qualsiasi tipo di fede religiosa, si ottengono facilitazioni per la vita materiale.
Perché la gente vuole la prosperità materiale? Per la gratificazione dei sensi. Infatti pensa: “Avrò una splendida moglie e dei bravi bambini. Avrò una buona posizione. Diventerò presidente. Diventerò primo ministro.” Questa è gratificazione dei sensi. E quando ci troviamo delusi e realizziamo che essere ricchi o presidenti non ci rende felici, dopo aver spremuto fuori tutto il gusto della vita sessuale, completamente frustrati, ci rifugiamo magari nell’LSD e tentiamo d’immergerci nel vuoto. Ma quest’assurdità non può renderci felici. C’è un solo modo per essere felici: avvicinare Krsna. In caso contrario si cadrà nella confusione dell’LSD e si continuerà a vagare nei meandri del vuoto impersonale. La gente è frustrata. Poiché la natura dell’individuo è spirituale, la gente sarà sempre frustrata se non ha una genuina vita spirituale.
Come si può essere felici senza Krsna? Immaginiamo che un uomo venga gettato nell’oceano. Come potrà essere felice lì? Non è un luogo adatto a lui. Potrà anche essere un buon nuotatore, ma quanto a lungo potrà nuotare? Con tutta probabilità si stancherà e annegherà. Similmente, noi siamo spirituali per natura. Come possiamo essere felici nel mondo materiale? Non è possibile. Gli uomini cercano di rimanervi comunque, tentando con tutti i mezzi di sopravvivere.
Ma questi espedienti non rendono felici. Se si vuole veramente essere felici, il sistema è acquisire l’amore per Dio. Finché non si ama Krsna, finché non si smette di amare i gatti, i cani, il paese, la nazione e la società e non si concentra il proprio amore su Krsna, non è possibile essere felici. Rupa GosvàmI ha fornito un bell’esempio a questo riguardo: ci sono molte droghe che portano la persona a concepire varie idee o allucinazioni, ma finché non si gusta la droga ultima dell’amore per Dio, il krsna-pmna, si verrà catturati dalla meditazione, dal monismo impersonale e da molte altre distrazioni.
Caitanya Mahàprabhu dice che per ottenere il puro amore per Krsna si deve praticare il servizio devozionale, la coscienza di Krsna. Occorre impegnarsi esclusivamente nel servire Krsna. Il piano più elevato e perfetto di pura devozione è la liberazione da tutti i desideri materiali, da tutta la speculazione mentale e da tutte le attività gratificatone. Il principio basilare della pura devozione è non avere altro desiderio che diventare pienamente coscienti di Krsna. Anche se tutte le altre forme di Dio sono sempre Krsna, non si deve adorare nessun’altra forma che non sia quella di Krsna con il flauto, quella della Divinità di Ràdhà-Krsna.
Concentrandosi su quella forma, spariranno la speculazione mentale e le attività gratificatone. Occorre coltivare la coscienza di Krsna in modo favorevole, e ciò significa servire Krsna in modo da renderLo soddisfatto. Non si ottiene la coscienza di Krsna fabbricandosi da soli la propria strada. Posso pensare che sto facendo qualcosa in coscienza di Krsna, ma chi l’ha approvata? Per esempio, nella Bhagavad-gTtà, Arjuna esitò a combattere per ragioni morali, ma vedeva la situazione dal punto di vista della gratificazione, punto di vista nel quale si deve godere o soffrire dei risultati. Arjuna pensava che se avesse ucciso i membri della sua famiglia, avrebbe dovuto subirne le reazioni. La sua conclusione, però, non fu approvata da Krsna. La legge dell’azione e della reazione nel mondo materiale è chiamata karma, ma il servizio devozionale trascende il karma. Il puro amore dev’essere libero dalla contaminazione delle attività gratificatone (karma), della speculazione mentale e del desiderio materiale. Il puro servizio devozionale dovrebbe essere favorevolmente fissato su Krsna. “Favorevolmente” significa secondo i Suoi desideri.
Krsna desiderava che la battaglia di Kuruksetra avesse luogo; tutto era già stato organizzato da Lui. Ad Arjuna fu detto: “Tu stai pensando a modo tuo, ma anche se non combatti, stai pur certo che nessuno di questi guerrieri riuniti qui farà ritorno a casa, perché tutto è già stato predisposto da Me. Tutti saranno uccisi. Tutto è già stato predeterminato.” Il volere di Dio non può essere cambiato. Krsna ha due qualità: può proteggere e può uccidere. Se vuole uccidere qualcuno, non c’è niente al mondo che possa proteggerlo, e se vuole proteggere qualcuno, non c’è niente al mondo che possa ucciderlo. Il desiderio di Krsna è supremo. Dobbiamo dunque far combaciare i nostri desideri con i Suoi.
Qualunque cosa Krsna desideri non può essere né invalidata né annullata da alcuno perché Egli è il Signore Supremo. E nostro dovere far combaciare i nostri atti con i Suoi desideri, e non fare un’azione per poi dichiarare: “Sto facendo quest’azione in coscienza di Krsna.” Dobbiamo accertarci con molta cura che Krsna la voglia veramente. Questa conoscenza autorizzata viene impartita dal rappresentante di Krsna. Nelle nostre preghiere di elogio al maestro spirituale noi cantiamo ogni giorno: “Se il maestro spirituale è soddisfatto, Dio è soddisfatto. E se non soddisfiamo il nostro maestro spirituale, non c’è modo per soddisfare Dio.”
Per quanto possibile, è bene seguire le istruzioni del maestro spirituale, perché questa predisposizione ci permetterà di progredire. Ero già anziano quando sono venuto in America e ora sto tentando d’insegnare la coscienza di Krsna, perché il mio maestro spirituale mi ha ordinato di farlo. È il mio dovere, non so se sarà un successo o un fallimento. Non ha importanza, avrò compiuto il mio dovere se potrò presentarvi ciò che ho ascoltato dal mio maestro spirituale. Questa è definita esecuzione favorevole della coscienza di Krsna. Coloro che sono veramente seri dovrebbero seguire le istruzioni di Krsna attraverso il Suo rappresentante con tutto il cuore e l’anima.
Chi fa suo questo principio è sicuro di progredire. Questo era l’insegnamento di Caitanya Mahàprabhu e anche il mio maestro spirituale diceva: “Il maestro spirituale è il tramite trasparente.” Per esempio, io posso vedere bene le lettere di questo libro usando questi occhiali trasparenti, senza i quali non sarei in grado di vedere perché ho un difetto alla vista. Anche i nostri sensi sono difettosi. Non possiamo vedere Dio con questi occhi, non possiamo ascoltarLo con questi orecchi, non possiamo fare niente senza l’aiuto del maestro spirituale. Proprio come un occhio difettoso non può vedere senza il tramite delle lenti, così non si può avvicinare il Signore Supremo senza il tramite trasparente del maestro spirituale. “Trasparente” significa che il tramite dev’essere libero dalla contaminazione. Se è trasparente, si può vedere attraverso di lui.
Nel puro amore per Dio dobbiamo usare i nostri sensi — sarvendriya, tutti i sensi. Ciò significa che anche il sesso va impegnato nella coscienza di Krsna. Il concetto di Dio come padre o come madre non permette l’uso del sesso nel servizio al Signore perché non esiste relazione sessuale con il padre o la madre. Ma nella concezione di Dio come amante c’è anche un impegno sessuale. Caitanya Mahaprabhu fornì dunque l’informazione più elevata sul nostro modo di relazionare col Signore Supremo. Nelle altre religioni Dio è il più delle volte considerato un padre o una madre. Molti fedeli, in India, considerano la dea Kall come la rappresentante di Dio.
Naturalmente ciò non è autorizzato, ma la credenza resta, e anche nella religione cristiana si concepisce Dio come il padre. Caitanya Mahaprabhu dice invece che si può avere con Dio anche una relazione sessuale. Questa informazione è il contributo straordinario di Srl Caitanya Mahaprabhu. Nel mondo materiale la relazione sessuale è considerata la relazione più elevata, il piacere più grande, sebbene esista solo in forma distorta, ma nessuno ha mai concepito che possano esistere relazioni sessuali nel mondo spirituale. Non esiste un singolo esempio di questa teologia in alcuna parte del mondo. Questa informazione ci viene fornita per la prima volta da Caitanya Mahaprabhu: Dio, la Persona Suprema, può essere un marito o un amante.
Questa relazione è possibile adorando Ràdhà e Krsna, ma nessuno, in particolare gli impersonalisti, possono comprendere Ràdhà-Krsna. Gli impersonalisti non hanno nessuna idea, non riescono neanche a concepire che Dio possa avere una forma. Caitanya Mahaprabhu dice invece che non solo Dio ha una forma ma può avere anche una vita sessuale. Questo è il contributo più elevato di Caitanya Mahaprabhu.
Si può servire il Signore Supremo avendo con Lui relazioni diverse, ma nel mondo materiale le relazioni sono solo un riflesso distorto di quelle originali. Quali sono le nostre relazioni in questo mondo? Quali sono le nostre idee di società, amicizia e amore? Sono tutte basate sulla concezione materialistica della vita. Nella nostra società qualcuno è impegnato a fare il padre o la madre, altri s’impegnano a fare i mariti o le mogli, altri ancora gli amanti e gli amati. Ci sono anche altri rasa (relazioni), come quella di inimicizia verso qualcuno. Esistono dodici relazioni diverse, di cui cinque predominanti. Le altre sette sono relazioni indirette come, ad esempio, l’inimicizia. Generalmente c’è una relazione anche tra nemici, persino tra l’omicida e la sua vittima. Per quanto riguarda la nostra relazione con Krsna, persino se si stabilisce con Lui una relazione di inimicizia, la nostra vita avrà successo. Perciò, quando utilizziamo i sensi per Krsna, ci stabiliamo in una delle dodici relazioni, di cui cinque dirette e sette indirette.
Quando Krsna apparve nell’arena di Kamsa, erano presenti molti robusti lottatori pronti a ucciderLo. In effetti fu invitato là proprio per essere ucciso. Il suo nemico Kamsa pensava: “I ragazzi arriveranno presto. Abbiamo tentato per ben sedici anni di ucciderli, ma non ci siamo riusciti. Ora però ho invitato Krsna come ospite e quando arriverà, combatterà contro questi lottatori che Lo uccideranno.” La gente atea e demoniaca pensa sempre a Krsna, a Dio, con l’idea di ucciderLo, perciò presentano le loro teorie sulla morte di Dio. Pensano che se Dio muore, saranno liberi di agire come preferiscono. Dio può essere vivo o morto, ma il Suo agente, l’energia materiale, è talmente forte che nessuno può liberamente sbagliare.
Appena si fa qualcosa di sbagliato, si viene immediatamente puniti. Non è necessaria la presenza di Dio. Dio può essere vivo o morto, ma l’energia materiale è sufficiente per punire chiunque violi le leggi materiali, persino sul piano più sottile. Dio ha stabilito queste condizioni, ma la gente stupida non capisce.
Sri Caitanya raccomanda di usare favorevolmente tutti i sensi al servizio di Krsna nella pura vita devozionale. Si dovrebbero usare favorevolmente i sensi e fare ciò che Krsna desidera. È persino positivo impiegare i sensi contro il volere di Krsna, continuando però a pensare a Lui. La demoniaca Putanà, per esempio, pensava di uccidere Krsna. Il compito delle persone di natura divina è servire Krsna, mentre i demoni e gli atei sono sempre pronti a ucciderLo. Putanà pensava: “Ucciderò Krsna.
È solo un bambino.” Questo è un altro errore dei demoni. Credono che Krsna, Dio, sia un bambino o un uomo comune, perciò Putanà pensava: “Spalmerò il mio seno con del veleno e quando il bambino succhierà il mio latte morirà.” Analizzando questo episodio, vediamo che lei avvicinò Krsna come nemica, ma Krsna, nella Sua grande misericordia, l’accettò come amica. Non tenne conto della sua mentalità demoniaca e l’accettò. Ogni entità vivente è condizionata, ma Krsna non lo è. Un dottore o uno psichiatra curano i pazzi ma non lo diventano. A volte un paziente può arrabbiarsi col dottore e rivolgersi a lui con parole pesanti, ma il dottore resta calmo e pensa solo a curarlo. Anche Krsna Si comporta così, se qualcuno Lo considera un nemico Krsna non diventa il suo nemico.
Putana si recò da Krsna per avvelenarLo, ma Lui considerò la sua azione in altro modo: “Ho succhiato il suo latte, perciò è diventata Mia madre.” Krsna la trattò proprio come Sua madre e lei ottenne la liberazione e la stessa posizione della vera madre di Krsna, Yasodà. La conclusione è che stabilire una relazione favorevole con Krsna è la perfezione più elevata, ma anche se ci si rivolge a Lui sfavorevolmente, Krsna è talmente misericordioso che alla fine concede la liberazione. Tutti i nemici uccisi da Krsna furono immediatamente liberati.
Due categorie di persone possono immergersi nel brahmajyoti impersonale: coloro che intenzionalmente aspirano a immergersi nel brahmajyoti impersonale, e i nemici di Krsna che sono stati uccisi da Lui. Il devoto conclude quindi: perché dovrei accettare una condizione che è offerta persino a coloro che sono nemici di Dio?
Caitanya Mahàprabhu raccomanda il puro servizio devozionale. Non dev’essere presente alcun desiderio di appagamento dei propri desideri materiali, nessun tentativo di comprendere Krsna con la filosofia empirica, nessuna attività tesa a ottenere benefici materiali da Krsna. L’unico desiderio dev’essere quello di servirLo favorevolmente, come Lui desidera. Se Krsna vuole qualcosa, dobbiamo farla. Immaginiamo che io chieda a un discepolo: “Caro studente, dammi per favore un bicchiere d’acqua.” È suo dovere darmi un bicchiere d’acqua. Se invece pensa: “Prabhupàda vuole un bicchiere d’acqua, ma perché non dargli qualcosa di meglio? Perché non portargli un bicchiere di latte caldo?”, questo non è servizio. Dal suo punto di vista il latte caldo è più gustoso e migliore dell’acqua, ma poiché io ho chiesto dell’acqua, deve darmi dell’acqua non del latte. Questo è servizio favorevole. Occorre comprendere cosa Krsna vuole. Quando è presente questa intima relazione, si serve Krsna nel modo più favorevole, ma finché questa relazione non è presente, si devono chiedere informazioni su cosa Krsna desidera mediante il tramite trasparente del maestro spirituale.
Un vaisnava non pensa mai di avere una relazione diretta con Krsna. Sri Caitanya dice: “Sono il servitore del servitore del servitore del servitore — centinaia di volte servitore del servitore — di Krsna.” Dobbiamo acconsentire a diventare il servitore del servitore del servitore. Questo è il metodo della successione dei maestri spirituali, e se si vuole raggiungere il vero e trascendentale amore per Dio, occorre adottare questo metodo. Poiché la gente non vuole accettarlo, non sviluppa vero amore per Dio. Parla di Dio ma in effetti non Lo ama, e non coltivando il puro servizio devozionale ripone il proprio amore nei cani.
Noi diciamo “amore per Dio”, ma finché non adottiamo questo principio, continueremo ad amare i cani, non Dio. Questo è l’errore. Caitanya Mahàprabhu dice che se si vuole veramente amare Dio, occorre seguire il metodo del puro servizio devozionale. Egli non espone le Sue teorie personali; le Sue affermazioni sono confermate da Scritture vediche come il Nàrada-pancaràtra e lo Srlmad-Bhàgavatam. Questi due libri, e la Bhagavad-gita, sono Scritture autentiche, concepite per i devoti Caitanya Mahàprabhu cita un verso del Nàrada-pancaràtra. hrsìkena hrslkesa-sevanam bhaktir ucyate. Questa è la definizione del puro servizio devozionale. Hrsìkena hrslkesa-sevanam Hrsìkena significa “per mezzo dei sensi”. Dobbiamo impiegare i nostri sensi, non solo la mente. Se qualcuno dice: “Sto pensando sempre a Krsna”, questo non è puro servizio devozionale. La meditazione è pensare, ma nessuno pensa a Krsna; tutti pensano al vuoto o a qualcosa d’impersonale. Se qualcuno pensa a Krsna o a Nàrayana o a Visnu, come prescritto nelle Scritture vediche, allora è un vero yogi;. Meditazione yoga significa focalizzare la mente sull’Anima Suprema. L’Anima Suprema è la rappresentazione di Krsna nella forma di Nàrayana a quattro braccia. Persino Patanjali, un’autorità dello yoga, prescrive di meditare su Visnu. Come la gente oggi sta fabbricando religioni fasulle, così gli pseudo-t/ogfdi oggi fabbricano il proprio sistema di meditazione sul vuoto.
Il Nàrada-pancaràtra afferma, hrsikena hrsikesa-sevanam: occorre impiegare non solo la mente ma anche i sensi al servizio del Maestro dei sensi. Queste tre parole sanscrite sono molto significative. Hrsikesa significa “il Signore dei sensi”. Bhakti-yoga significa servire con i sensi il Signore dei sensi. Il Signore dei sensi è Krsna. Ricordiamoci che i nostri sensi sono la prova che abbiamo voluto godere di questo mondo materiale, e ce li ha procurati il Signore per il nostro godimento. Il maiale possiede un particolare tipo di corpo e di sensi perché ha voluto godere mangiando escrementi. Similmente, un uomo ha un particolare tipo di corpo e di sensi perché ha voluto godere di qualcos’altro. Noi siamo dotati di sensi particolari e condizionati con cui poter godere del mondo materiale, e sono questi sensi che devono essere purificati. I nostri sensi sono puri in origine, ma ora sono coperti dai desideri materiali. Dobbiamo guarire e liberarci da questi desideri. Quando i sensi non sono più inclini alla gratificazione materiale, ci troviamo nella condizione chiamata pura devozione.
Da questo verso del Nàrada-pancaràtra, comprendiamo che l’anima spirituale ha sensi originali. Per quanto piccolo possa essere il corpo in cui è entrata, l’anima spirituale non è impersonale, ma ha dei sensi. Vediamo un insetto che si posa sul nostro libro. È così minuscolo, più minuscolo della capocchia di uno spillo, eppure si muove e possiede tutti i sensi. Anche i piccoli batteri si muovono e hanno i loro sensi. Tutte le entità viventi possiedono i sensi sin dall’origine. I sensi non si sono sviluppati in determinate condizioni materiali. La teoria atea afferma che abbiamo sviluppato i nostri sensi in determinate condizioni materiali, mentre nella condizione spirituale ne eravamo privi; siamo perciò impersonali. Secondo la logica e il ragionamento non può essere così. Una minuscola particella di energia spirituale, anche se più piccola di un atomo, possiede i sensi. Questi sensi, essendo coperti dagli elementi materiali, si manifestano in maniera distorta.
Dobbiamo purificare i nostri sensi e quando questi sono purificati possiamo impegnarli per il piacere del Maestro dei sensi. Krsna è il Maestro e il Proprietario dei sensi. Essendo noi minuscoli frammenti del Signore Supremo, i nostri sensi ci vengono prestati da Lui, sono per così dire in affitto. La cosa migliore è dunque usarli per la Sua soddisfazione e non per la nostra. Questo è il metodo della pura coscienza di Krsna.
Sri Caitanya trae dallo Srimad-Bhàgavatam un esempio di pura devozione: è spiegato nel Bhàgavatam che Krsna è situato nel cuore di ogni essere, e come i fiumi scorrono per loro naturale tendenza verso il mare, non appena si ascoltano le glorie del Signore, l’anima si sente immediatamente attratta da Lui. Questo è l’inizio del puro servizio di devozione. Non appena si sente la vibrazione del canto Hare Krsna, subito il nome di Krsna, le Sue glorie, la Sua dimora, i Suoi compagni e tutto ciò che è intorno a Lui si manifestano all’interno di noi stessi perché Lui vi è già presente. Questo è l’inizio della coscienza di Krsna. Ricordare i riferimenti di un contesto significa che non appena si sente una parola-codice, ci si ricorda all’istante di tutte le informazioni che quel codice riporta alla memoria. Similmente, quando la nostra mente viene attratta da Krsna e da ciò che Lo riguarda, ascoltando semplicemente una piccola glorificazione delle Sue qualità, la pura coscienza di Krsna ha inizio. Allora non sarà più presente gati, l’agitazione della mente.
Questo è ciò che accadde alle gopv. non appena udirono il suono del flauto di Krsna, abbandonarono ogni cosa. Alcune stavano riposando, altre sbrigavano le faccende domestiche, altre si stavano prendendo cura dei loro bambini, ma appena sentirono il flauto di Krsna, dimenticarono tutto e corsero da Lui. I loro mariti, i loro fratelli e i loro padri dissero: “Perché andate via abbandonando il vostro dovere?” Ma loro non se ne preoccuparono, semplicemente se ne andarono. Non esiste ostacolo o impedimento che possa trattenere la mente daH’immergersi in Krsna. Questo è l’inizio della pura devozione.
Purusottama significa Krsna. La parola purusa significa “colui che gode”. Gli esseri condizionati sono falsi goditori, goditori per imitazione. Qui, nel mondo materiale, tutti gli esseri agiscono come se fossero purusa. Il significato più corretto della parola purusa è “maschio”. Il maschio è colui che gode, mentre la femmina è colei che dà godimento al maschio. Nel mondo materiale, che si possieda un corpo di maschio o di femmina, ognuno è propenso a godere ed è per questo che si è tutti purusa. Ma in effetti l’unico purusa è il Signore Supremo. Noi, entità viventi, siamo la Sua energia ed Egli è il supremo goditore. Noi non siamo purusa. Le energie sono usate per godere, e noi siamo energie, strumenti della Persona Suprema. Perciò Purusottaìna è la Persona Suprema e trascendentale, Krsna. Quando la nostra pura devozione per Dio, viene impiegata senza ostacoli o impedimenti, questo è il sintomo della pura coscienza di Krsna.
Non c’è alcuna ambizione o motivazione nella pura coscienza di Krsna. Qualsiasi altra funzione spirituale o metodo di adorazione poggia su una motivazione: qualcuno vuole la liberazione, qualcuno la prosperità materiale, qualcuno vuole andare su un pianeta più elevato, qualcuno vuole andare a Krsnaloka. Queste ambizioni non ci devono essere. Un puro devoto non ha queste ambizioni, non desidera neanche tornare alla dimora suprema di Krsna. Naturalmente vi ritorna, ma è completamente privo di desideri. Desidera semplicemente impegnarsi con tutto se stesso al servizio di Krsna.
Ci sono diversi tipi di liberazione. C’è la liberazione salokya, cioè vivere sullo stesso pianeta del Signore Supremo, come i residenti dei pianeti Vaikuntha, che vivono sullo stesso pianeta della Persona Suprema. La liberazione sàrsti significa invece godere quasi della stessa opulenza di Nàràyana. L’anima individuale liberata appare proprio come Nàràyana, con quattro mani, con i quattro emblemi, con quasi tutte le Sue caratteristiche fisiche, la stessa opulenza, gli stessi ornamenti, gli stessi palazzi, simile in tutto. Sàrupya significa avere la stessa forma, le stesse caratteristiche. Samipya significa non essere mai lontani dal Signore Supremo, ma essere sempre in Sua compagnia. Per esempio, si può stare insieme al Signore come noi stiamo seduti insieme. Questo tipo di liberazione si chiama sàmipya-mukti, la liberazione della vicinanza. I puri devoti, comunque, non accettano queste forme di liberazione. Vogliono solo impegnarsi nel servizio di Krsna e non sono interessati ad alcun tipo di liberazione. Coloro che sono veramente coscienti di Krsna ottengono la compagnia del Signore Supremo, ma non la desiderano; la loro unica ambizione è essere impegnati nel servizio trascendentale del Signore. La perfezione più elevata nell’ambito del servizio devozionale è dimostrata quando un devoto rifiuta di accettare qualsiasi benedizione o beneficio dal Signore Supremo.
A Prahlàda Maharaja venne offerta qualsiasi cosa desiderasse, doveva solo chiederla, ma egli disse: “Mio Signore, sono il Tuo eterno servitore. E mio dovere servirTi, come posso quindi accettare qualche beneficio in cambio? Non sarei più il Tuo servitore, sarei solo un mercante.” Rispose in questo modo, e ciò contraddistingue una persona pura. Krsna è così gentile che esaudisce tutti i desideri di un devoto, anche se questi vuole delle benedizioni materiali. Se in fondo al cuore del devoto c’è qualche desiderio, Krsna lo esaudisce. È così gentile! Ma la posizione sublime del bhakti-yoga, del servizio devozionale, è il rifiuto da parte del puro devoto di accettare qualsiasi tipo di liberazione, anche se offerta dal Signore Supremo.
Se dentro di noi nutriamo desideri o motivazioni materiali, e se per realizzarli ci avvaliamo del servizio devozionale, il risultato sarà che non acquisiremo mai il puro amore per Dio. Se pensiamo: “Sono impegnato nella coscienza di Krsna, nel servizio devozionale a Krsna, perché voglio questo e quello”, quel desiderio sarà esaudito, ma non otterremo mai il puro amore per Krsna, quello che avevano le gopi. Se abbiamo qualche motivazione, anche se facciamo il nostro dovere devozionale, non riusciremo a raggiungere il piano del puro amore per Dio. In un verso del Bhakti-rasmnrta-sindhu, Rùpa GosvamT dice: “Finché si desiderano i beni materiali (bhukti) o la liberazione (mukti), si otterranno solo queste due rappresentazioni spettrali.” Fintanto che maya è presente nel cuore, come potremo godere della gioia spirituale che scaturisce dal puro amore per Dio? In altre parole, se abbiamo ancora desideri materiali, o anche desideri di liberazione, non potremo conseguire il puro amore per Dio. La pura devozione è scevra da qualsiasi desiderio: è puro servizio d’amore senza alcun altro scopo.
C’è un bellissimo esempio di questa devozione nella vita di Rùpa Gosvami. Rùpa Gosvami e suo fratello Sanàtana GosvamT vivevano separatamente a Vrndàvana e praticavano il loro bhajana, il loro servizio devozionale. Rùpa viveva nella foresta dove non aveva alcuna possibilità di cucinare del cibo gustoso o elemosinare un capati da mangiare. Rùpa era il più giovane dei due fratelli e pensava: “Se potessi avere qualche ingrediente, potrei preparare dei piatti gustosi, offrirli a Krsna e invitare mio fratello maggiore.” Aveva questo desiderio. Poco dopo arrivò una stupenda ragazza di circa dodici anni che gli consegnò del cibo abbondante — latte, farina, ghl e altro. Questo è il sistema vedico: gli uomini di famiglia offrono del cibo ai viandanti e ai saggi situati nell’ordine di rinuncia. Rùpa GosvamT fu molto felice che Krsna gli avesse mandato tanti ingredienti per poter preparare una festa. Preparò un bel pranzo e invitò suo fratello maggiore.
Quando Sanàtana GosvamT arrivò, restò molto meravigliato. “Come ti sei procurato tutte queste cose? Hai preparato un ricco rinfresco in questa foresta. Come hai fatto?”
Rùpa Gosvami gli spiegò: “Stamattina l’ho desiderato e Krsna mi ha inviato tutte queste cose. È arrivata una bellissima ragazza e me le ha offerte.”
Allora Sanàtana disse: “Quella bellissima ragazza era RàdhàrànT. Sei stato servito da RàdhàrànT, l’eterna consorte del Signore. È un grosso errore.” Questa era la loro filosofia. Non accettare mai alcun servizio dal Signore. Volevano solo servire, ma Krsna è così gentile che vuole servire il Suo devoto. Cerca l’opportunità di servirlo. È una competizione spirituale. Un puro devoto non vuole niente da Krsna, vuole solo servirLo, ma Krsna cerca l’opportunità di servire il Suo devoto. Krsna è sempre pronto a soddisfare il Suo devoto così come il Suo devoto è sempre pronto a soddisfare Krsna.
Questo è il mondo trascendentale. Sul piano assoluto non c’è sfruttamento.
Tutti vogliono servire, nessuno vuole essere servito. Tu vuoi servire me e io voglio servire te. Questo è un meraviglioso modo di pensare. In questo mondo io voglio derubare te e tu vuoi derubare me. Tutto qui. Questo è il mondo materiale. Dobbiamo cercare di capire. Nel mondo materiale tutti vogliono sfruttare l’amico, il padre, la madre, tutti quanti. Nel mondo trascendentale, invece, tutti vogliono servire. Ognuno ha Krsna come fulcro del servizio, e tutti i devoti — amici, servitori, genitori, amanti di Krsna — vogliono servirLo. Anche Krsna vuole servirli. È una relazione trascendentale. La funzione principale è il servizio, sebbene non ve ne sia alcuna necessità, perché ognuno è completo in sé. Non c’è fame, non è necessario mangiare, eppure tutti offrono pietanze squisite.
Questo è il mondo trascendentale. Fintanto che non raggiungiamo il piano del servizio a Krsna o al Suo devoto, non potremo gustare il piacere trascendentale del servizio. Se abbiamo qualche motivazione, quel gusto non si sveglierà mai. Il servizio al Signore Supremo e ai Suoi devoti dev’essere senza alcuna motivazione, senza alcun desiderio per una personale gratificazione dei sensi.