Sri Caitanya Caritamrta Adi Lila Capitolo 7 Verso 66 a 76

Sri Caitanya in cinque aspetti

Sri Caitanya Caritamrta Adi Lila Capitolo 7 Verso 66 a 76

Caitanya Caritamrta Adi Lila Capitolo 7 Verso 66

puchila, tomara nama ‘sri-Krishna-caitanyà
kesava-bharatira sisya, tate tumi dhanya

TRADUZIONE

Poi Prakasananda Sarasvati disse: “Mi sembra di capire che Tu sei Sri Krishna Caitanya. Sei discepolo di Kesava Bharati, perciò sei glorioso.

Caitanya Caritamrta Adi Lila Capitolo 7 Verso 67

sampradayika sannyasi tumi, raha ei grame
ki karane ama-sabara na kara darsane

TRADUZIONE

“Tu appartieni alla nostra Sankara-sampradaya e vivi nel nostro villaggio, Varanasi. Perché allora non stai insieme con noi? Perché eviti perfino d’incontrarci?

SPIEGAZIONE

Un sannyasi vaisnava, ossia un vaisnava situato al secondo livello del progresso spirituale, conosce quattro princìpi—Dio, la Persona Suprema, i devoti, gli innocenti e gli invidiosi—e si comporta in modo diverso con ognuno di loro.

Cerca di accrescere il proprio amore per Dio, di fare amicizia con i devoti e di predicare la coscienza di Krishna tra gli innocenti, ma evita gli invidiosi, che si oppongono al movimento per la coscienza di Krishna.

Sri Caitanya Mahaprabhu diede in prima persona l’esempio del giusto comportamento, e per questa ragione Prakasananda Sarasvati Gli chiese perché non frequentasse la loro compagnia, o nemmeno parlasse con loro.

Caitanya Mahaprabhu confermò con il Suo esempio che un predicatore del movimento per la coscienza di Krishna generalmente non dovrebbe perdere tempo a parlare con i sannyasi mayavadi, ma quando si tengono delle discussioni sulle basi degli sastra, allora il vaisnava deve farsi avanti per parlare e sconfiggerli nella filosofia.

Caitanya Caritamrta Adi Lila Capitolo 7 Verso 66 a 76

Secondo i sannyasi mayavadi, solo una persona che riceve il sannyasa nella linea di maestri spirituali che discende da Sankaracarya e’ un vero sannyasi vedico.

Talvolta ci hanno sfidato, affermando che i sannyasi che predicano il movimento per la coscienza di Krishna non sono autentici perché non appartengono a famiglie brahmana, dato che i mayavadi non offrono il sannyasa a chi non sia nato in una famiglia di brahmana.

Sfortunatamente essi non sanno invece che attualmente tutti nascono sudra (kalau sudra sambhava). In quest’era, nessuno può essere considerato un vero brahmana, perché coloro che pretendono di essere brahmana soltanto per diritto di nascita sono privi di qualificazioni braminiche.

Chi invece, pur non essendo nato in una famiglia di brahmana, e’ dotato delle qualità necessarie, dev’essere considerato brahmana, come confermano Srila Narada Muni e il grande santo Sridhara Swami.

Caitanya Caritamrta Adi Lila Capitolo 7 Verso 66 a 76

Quest’affermazione e’ confermata anche nello Srimad-Bhagavatam. Sia Narada che Sridhara Swami concordano sul fatto che non basta essere nati in una famiglia di brahmana, ma bisogna essere in possesso anche delle qualità del brahmana.

Così, nel nostro movimento per la coscienza di Krishna non offriamo l’ordine di sannyasa a una persona che risulti essere priva delle qualità richieste dai princìpi braminici.

E’ vero che soltanto un brahmana può diventare sannyasi, ma non e’ detto che un uomo privo di qualità sia un brahmana solo per il fatto di essere nato in una famiglia di brahmana, e che una persona qualificata non possa essere accettata come brahmana solo per il fatto di non essere nata in una famiglia di brahmana.

Il movimento per la coscienza di Krishna segue alla lettera gli insegnamenti dello Srimad- Bhagavatam ed evita le interpretazioni devianti e ogni conclusione inventata.

Lezione di Srila Prabhupada in italiano sulla Caitanya Caritamrta Capitolo 7 Verso 66 a 76

Tenuta a San Francisco il 6/2/1967

AUDIO LINK GOOGLE DRIVE

Lascia un commento