Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 12 e 13
La forma universale

Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 12 e 13
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 12
divi surya-sahasrasya
bhaved yugapad utthita
yadi bhah sadrisi sa syad
bhasas tasya mahatmanah
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 12 Mantra sanscrito
divi: nel cielo; surya: di soli; sahasrasya: di molte migliaia; bhavet: ci fossero; yugapat: simultaneamente; utthita: presenti; yadi: se; bhah: luce; sadrisi: simile a ciò; sa: quella; syat: sarebbe; bhasah: radiosità; tasya: di Lui; maha-atmanah: il grande Signore.
TRADUZIONE
Se migliaia e migliaia di soli sorgessero insieme nel cielo, il loro sfolgorio si avvicinerebbe forse a quello del Signore Supremo in questa forma universale.
SPIEGAZIONE
Ciò che vede Arjuna non si può descrivere. Tuttavia Sanjaya si sforza di evocare l’immagine di questa grande rivelazione nella mente di Dhritarastra. Né Sanjaya né Dhritarastra sono presenti davanti alla forma universale del Signore, ma Sanjaya, per la grazia di Vyasa, che lo ha dotato di uno speciale potere visivo, può conoscere tutti gli avvenimenti che si svolgono sul campo di battaglia. Qui egli dà della scena un’immagine che è ancora nei limiti della nostra comprensione, paragonandola a un fenomeno accessibile alla nostra immaginazione: il sorgere di centinaia di migliaia di soli.
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 13
tatraika-stham jagat kritsnam
pravibhaktam anekadha
apasyad deva-devasya
sarire pandavas tada
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 13 Mantra sanscrito
tatra: là; eka-stham: in un luogo; jagat: l’universo; kritsnam: completo; pravibhaktam: diviso; anekadha: in molti; apasyat: poté vedere; deva-devasya: di Dio, la Persona Suprema; sarire: nella forma universale; pandavah: Arjuna; tada: in quel momento.
TRADUZIONE
Sebbene le limitate espansioni dell’universo siano molte migliaia, Arjuna le vede riunite tutte in un solo punto, nella forma universale del Signore.
SPIEGAZIONE
Il termine tatra, “là”, in questo verso, è molto significativo: ci mostra Krishna e Arjuna insieme sul carro nel momento in cui Arjuna vede la forma universale del Signore. Gli altri guerrieri, sul campo di battaglia, non possono contemplare questa forma, poiché soltanto Arjuna ha ricevuto da Krishna la visione adatta.
Nel corpo del Signore egli vede migliaia di pianeti. Gli Scritti vedici c’informano che esistono innumerevoli universi con innumerevoli pianeti, alcuni fatti di terra, altri di oro, di pietre preziose, e così via, alcuni immensi e altri meno estesi. Seduto sul suo carro, Arjuna può vederli tutti. Ma nessuno, sul campo di battaglia, immagina ciò che accade tra Krishna e Arjuna.
Lezione Sulla Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 13
Tenuta da SG Tridandi DAS a Terni