Bhagavad Gita Capitolo 1 Verso 41 e 42
Sul campo di battaglia di Kuruksetra

Bhagavad Gita Capitolo 1 Verso 41 e 42
Bhagavad Gita Capitolo 1 Verso 41
sankaro narakayaiva
kula-ghnanam kulasya ca
patanti pitaro hy esam
lupta-pindodaka-kriyah
Bhagavad Gita Capitolo 1 Verso 41 Mantra audio
sankarah: tale prole indesiderata, narakaya: fatta per una vita infernale; eva: certamente; kulaghnanam: per coloro che uccidono la famiglia; kulasya: per la famiglia; ca: anche; patanti: caduta: pitarah: antenati; hi: certamente; esam: di loro; lupta: interrotta; pinda: di offerte di cibo; udaka: e acqua; kriyah: il compimento.
TRADUZIONE
Con l’aumento di questa prole indesiderata si crea una vita d’inferno per la famiglia e per quelli che hanno distrutto le tradizioni familiari. In queste famiglie corrotte gli antenati si degradano perché non vengono più offerte loro le oblazioni d’acqua e di cibo.
SPIEGAZIONE
Secondo le norme che regolano le attività interessate, è necessario offrire periodicamente acqua e cibo agli antenati della famiglia. Questa offerta è compiuta offrendo il cibo a Visnu, poiché mangiando gli alimenti offerti a Visnu l’uomo può liberarsi dalle conseguenze di tutti i suoi atti colpevoli.
Forse i nostri antenati soffrono ancora delle conseguenze dei loro peccati, forse non possono neppur ottenere un corpo materiale grossolano e sono costretti a rimanere nel loro corpo sottile come fantasmi. Perciò quando i discendenti offrono i resti del prasadam (cibo offerto a Visnu) agli antenati, permettono loro di sfuggire a queste condizioni miserevoli.
Questo servizio agli antenati è una tradizione familiare, e tutti coloro che non s’impegnano nel servizio di devozione a Dio sono tenuti a eseguirlo. Invece, chi s’impegna nel servizio di devozione a Dio non ha il dovere di compiere questo rito perché con i suoi atti devozionali può liberare da ogni sofferenza migliaia di antenati. Lo Srimad-Bhagavatam afferma:
devarsi-bhutapta-nrinam pitrinam
na kinkaro nayam rini ca rajan
sarvatmana yah saranam saranyam
gato mukundam parihritya kartam
“Chiunque, lasciando ogni legame, prenda rifugio ai piedi di loto di Mukunda — Colui che dà la liberazione — e s’impegni seriamente sulla via della devozione, non ha più doveri nè obblighi verso gli esseri celesti, i saggi, la famiglia, gli antenati, l’umanità e gli esseri in generale.” (Srimad Bhagavatam. 11.5.41) È sufficiente impegnarsi nel servizio devozionale a Dio, la Persona Suprema, per adempiere automaticamente tutti questi doveri.
Bhagavad Gita Capitolo 1 Verso 42 in sanscrito
dosair etaih kula-ghnanam
varna-sankara-karakaih
utsadyante jati-dharmah
kula-dharmas ca sasvatah
Bhagavad Gita Capitolo 1 Verso 42 Mantra audio
dosaih: per tali colpe; etaih: tutti questi; kula-ghnanam: dei distruttori della famiglia; varnasankara: di figli non desiderati; karakaih: che sono causa; utsadyante: sono annientati; jatidharmah: i progetti della comunità; kula-dharmah: tradizioni familiari; ca: anche; sasvatah: eterni.
TRADUZIONE
A causa degli errori di coloro che distruggono la tradizione familiare e danno vita a una prole indesiderata, tutti i progetti di vita in comune e le attività per il benessere della famiglia vanno in rovina.
SPIEGAZIONE
Le quattro classi della società umana e le attività tese al benessere della famiglia sono stabilite nel varnasrama-dharma (detto anche sanatana-dharma) con lo scopo di permettere agli uomini di raggiungere la salvezza suprema. Quando capi di stato irresponsabili rompono la tradizione del sanatana-dharma la società cade nel caos, e la gente dimentica che il fine ultimo della vita è Visnu. Questi dirigenti sono ciechi, e coloro che li seguono finiranno certamente nel caos.
Lezioni di Srila Prabhupada in italiano sulla Bhagavad Gita Capitolo 1 Verso 41 e 42
Tradotta da SG Tridandi Das direttamente dal libro in inglese.