Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 8 e 9
La forma universale

Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 8 e 9
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 8
na tu mam sakyase drastum
anenaiva sva-caksusa
divyam dadami te caksuh
pasya me yogam aisvaram
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 8 Mantra sanscrito
na: mai; tu: ma; mam: Me; sakyase: in grado; drastum: di vedere; anena: con questi; eva: certamente; sva-caksusa: tuoi occhi; divyam: divini; dadami: Io dò; te: a te; caksuh: occhi; pasya: vedi; me: Mio; yogam aisvaram: inconcepibile potere mistico.
TRADUZIONE
Ma tu non puoi vedermi con questi tuoi occhi, ti dò dunque occhi divini. Contempla la Mia opulenza mistica!
SPIEGAZIONE
Il puro devoto non aspira a vedere Krishna sotto una forma diversa dalla Sua forma a due braccia; ma se volesse contemplare la forma universale, soltanto il Signore, con la Sua grazia, potrebbe esaudirlo. Infatti, per vedere questa forma non serve la mente, è necessario avere occhi spirituali; perciò il Signore insegna ad Arjuna a cambiare la sua visione, non la sua mente. La forma universale, come mostrano chiaramente i versi di questo capitolo, non costituisce un aspetto fondamentale del Signore.
Tuttavia, per soddisfare il desiderio di Arjuna, Krishna gli conferisce la visione adatta a vedere questa forma. I devoti uniti a Krishna da una relazione pura, spirituale, sono attratti dal suo aspetto d’amore, non da una manifestazione impersonale di poteri. I compagni di gioco di Krishna, i Suoi amici, i Suoi genitori non desiderano mai vedere la Sua maestosità.
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 8 e 9
Essi sono talmente inondati dalla devozione pura che dimenticano perfino che Krishna è Dio, la Persona Suprema; nei loro scambi d’amore con Lui dimenticano che Egli è il Signore Supremo. Lo Srimad Bhagavatam afferma che i ragazzi che giocano con Krishna non sono esseri comuni, ma sono sul piano della più alta virtù, e soltanto dopo numerosissime esistenze di atti pii poterono giocare in compagnia del Signore. Per loro Krishna è un intimo amico, non sanno che è Dio. Sukadeva Gosvami recita dunque questo verso:
ittham satam brahma-sukhanubhutya
dasyam gatanam para-daivatena
mayasritanam nara-darakena
sakam vijahruh krita-punya-punjah
“Ecco il Signore Supremo considerato il Brahman impersonale dai grandi saggi, la Persona Suprema dai devoti, e un prodotto della natura dagli uomini ordinari. Con Lui, che è Dio in persona, giocano ora questi ragazzi, che nelle loro vite passate hanno compiuto innumerevoli attività pie.” (Srimad Bhagavatam 10.12.11).
Il devoto non ha alcun desiderio di vedere la visva-rupa, la forma universale del Signore, e se Arjuna chiede a Krishna di manifestarla è solo per provare agli altri l’autenticità delle Sue affermazioni. Così, nel futuro, gli uomini potranno comprendere che Krishna non Si è presentato come l’Essere Supremo solo in modo teoretico e filosofico, ma si è anche manifestato come Dio.
Il Signore è apparso in questa forma di fronte ad Arjuna anche perché questi è il primo anello della catena paramparà, la successione di maestri spirituali, e dovrà dunque confermare per l’avvenire la supremazia del Signore.
Chiunque sia veramente sincero nella ricerca di Dio, la Persona Suprema, Krishna, chiunque desideri seguire le orme di Arjuna, deve comprendere che Krishna non Si è soltanto presentato come l’Essere Supremo, ma Si è anche rivelato come il Supremo. Krishna conferisce ad Arjuna il potere di conoscere la Sua forma universale perché, come abbiamo visto, la richiesta di Arjuna non è motivata da desideri personali.
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 9
sanjaya uvaca
evam uktva tato rajan
maha-yogesvaro harih
darsayam asa parthaya
paramam rupam aisvaram
Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 9 Mantra sanscrito
sanjayah uvaca: Sanjaya disse; evam: così: uktva: dicendo; tatah: in seguito; rajan: o re; mahayoga- isvarah: il mistico più potente; harih: Dio, la Persona Suprema, Krishna; darsayam asa: esibì; parthaya: ad Arjuna; paramam: la divina; rupam aisvaram: forma universale.
TRADUZIONE
Sanjaya disse:
O re, così parlando, Dio, la Persona Suprema, maestro sovrano di tutti i poteri mistici, mostra ad Arjuna la Sua forma universale.
Lezione Sulla Bhagavad Gita Capitolo 11 Verso 9 a 12
Tenuta da SG Tridandi DAS a Terni