Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 29 e 30

La natura, il beneficiario e la coscienza

Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 29 e 30

Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 29

samam pasyan hi sarvatra
samavasthitam isvaram
na hinasty atmanatmanam
tato yati param gatim

Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 29 Audio Sanscrito

samam: equamente; pasyam: vedendo; hi: certamente; sarvatra: dovunque; samavasthitam: ugualmente situata; isvaram: l’Anima Suprema; na: non; hinasti: si degrada; atmana: con la mente; atmanam: l’anima; tatah: poi; yati: raggiunge; param: la trascendentale; gatim: destinazione.

TRADUZIONE

Colui che vede in ogni essere l’Anima Suprema, ovunque la stessa, non lascia mai che la sua mente lo trascini alla degradazione; giunge così allo scopo supremo e assoluto.

SPIEGAZIONE

Accettando di vivere un’esistenza materiale, l’essere individuale viene a trovarsi in una situazione ben diversa rispetto alla sua esistenza spirituale. Se comprende che l’Essere Supremo è presente ovunque nella forma del Paramatma, in altre parole, se vede la presenza di Dio, la Persona Suprema, in tutto ciò che vive, non si degraderà, ma avanzerà verso il mondo spirituale. Le attività della mente ruotano generalmente intorno alla gratificazione dei sensi, ma quando le orientiamo verso l’Anima Suprema vediamo svilupparsi la nostra coscienza spirituale.

Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 29 e 30

Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 30

prakrityaiva ca karmani
kriyamanani sarvasah
yah pasyati tathatmanam
akartaram sa pasyati

Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 30 Audio Sanscrito

prakritya: dalla natura materiale; eva: certamente; ca: anche; karmani: attività; kriyamanani: essendo compiute; sarvasah: sotto ogni aspetto; yah: chiunque; pasyati: vede; tatha: anche; atmanam: se stesso; akartaram: colui che non agisce; sah: egli; pasyati: vede perfettamente:

TRADUZIONE

Colui che riesce a vedere che è il corpo, nato dalla natura materiale, a compiere ogni azione, mentre l’anima non agisce mai, vede realmente.

SPIEGAZIONE

Il corpo è formato dalla natura materiale sotto la direzione dell’Anima Suprema, e nessun’attività del corpo è compiuta dall’essere in sé. Qualunque cosa faccia o debba fare per la sua felicità o per la sua sofferenza, l’essere vi è costretto dalla costituzione del suo corpo, il vero sé resta sempre estraneo a tutte queste attività fisiche. L’essere ottiene un corpo in funzione dei suoi desideri passati, affinché possa soddisfarli, e agirà secondo il corpo di cui è rivestito. In fondo, il corpo è una macchina progettata dal Signore Supremo per soddisfare i desideri dell’essere condizionato. Questi desideri sono all’origine delle difficoltà che l’essere incontra, nel piacere come nella sofferenza. Questa visione spirituale permette di staccarsi dalle attività del corpo e vedere le cose nella loro vera luce.

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