Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 33 e 34
La natura, il beneficiario e la coscienza

Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 33 e 34
Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 33
yatha sarva-gatam sauksmyad
akasam nopalipyate
sarvatravasthito dehe
tathatma nopalipyate
Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 33 Audio Sanscrito
yatha: come; sarva-gatam: onnipresente; sauksmyat: poiché sottile; akasam: il cielo; na: mai; upalipyate: si mischia; sarvatra: ovunque; avastitah: situato; dehe: nel corpo; tatha: così; atma: il sé; na: mai; upalipyate: si mischia.
TRADUZIONE
Come l’etere non può, per la sua natura sottile, mischiarsi a niente, sebbene sia esteso ovunque, così l’anima, che è della stessa sostanza del Brahman, non si mischia col corpo, sebbene sia situata nel corpo.
SPIEGAZIONE
L’etere entra nell’acqua, nel fango, negli escrementi e in tutto ciò che esiste, ma non si mischia mai a niente. Così l’anima, sebbene situata in diversi corpi, per la sua natura sottile rimane indipendente da questi corpi. È impossibile, dunque vedere con i nostri occhi materiali come l’anima sia in contatto col corpo e come se ne separi quando il corpo muore. Nessuno scienziato può spiegare queste cose.
Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 33 e 34
Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 34
yatha prakasayaty ekah
kritsnam lokam imam ravih
ksetram ksetri tatha kritsnam
prakasayati bharata
Bhagavad Gita Capitolo 13 Verso 34 Audio Sanscrito
yatha: come; prakasayati: illumina; ekah: uno; kritsnam: l’intero; lokam: universo; imam: questo; ravih: sole; ksetram: questo corpo; ksetri: l’anima; tatha: similmente; kritsnam: tutto; prakasayati: illumina; bharata: o figlio di Bharata.
TRADUZIONE
O discendente di Bharata, come il sole illumina da solo tutto l’universo, così l’anima spirituale, da sola, rischiara con la coscienza il corpo intero.
SPIEGAZIONE
Sono state formulate numerose teorie sulla coscienza. Qui la Bhagavad-gita paragona la coscienza alla luce del sole. Come il sole che da un punto dell’universo illumina tutto l’universo, così la scintilla spirituale, situata nel cuore, illumina con la coscienza il corpo intero.
La coscienza è dunque alla prova della presenza dell’anima, come la luce solare è la prova della presenza del sole. Finché l’anima è presente nel corpo, questo è permeato dalla coscienza, ma non appena l’anima lascia il corpo, la coscienza scompare. Qualsiasi uomo intelligente può capirlo.
La coscienza non è dunque il risultato di una combinazione di elementi materiali, ma è il sintomo della presenza dell’anima. La coscienza dell’essere individuale non si confonde mai con la coscienza suprema, anche se qualitativamente sono uguali, perché la prima si estende solo a un corpo, mentre la seconda, situata in tutti i corpi, come amica dell’essere individuale, è cosciente di tutti i corpi. Questa è la differenza tra la coscienza individuale e la coscienza suprema.